Post Covid-19: i 10 trend digital innescati dall’emergenza

L’emergenza sanitaria ed economica scatenata dalla pandemia di Covid-19 sarà uno spartiacque. Il ruolo del digitale si farà sempre più centrale e alcuni trend già in atto si rinforzeranno e si faranno più solidi. In questo articolo abbiamo isolato i 10 principali trend digitali post Covid-19.

In queste settimane, il sistema produttivo è immerso in una grande incertezza. Dopo l’emergenza sanitaria scatenata dal Covid-19, ci si troverà tutti – infatti – a fronteggiare un’emergenza economica, che avrà risvolti complessi, molto diversi a seconda dei comparti, inediti e tutti ancora da capire.

Ma una certezza c’è: questa crisi imprevista e imprevedibile creerà un “prima” e un “dopo”. Sarà uno spartiacque. E chi deciderà di restare cieco e sordo a questo cambiamento, perderà vantaggio competitivo e non saprà cogliere le nuove opportunità che, come sempre accade, si apriranno dopo questa crisi.

Dunque, è fondamentale guardare – fin da subito – al “dopo”, rivolgersi immediatamente al futuro. Con la consapevolezza che alcuni dei trend che erano già in atto “prima” andranno rinforzandosi sempre più; parliamo di trend che, nella stragrande maggioranza dei casi, avevano già preso avvio con la Digital Transformation.

 

I 10 trend digitali post Covid-19

Qui sotto abbiamo isolato i 10 che ci paiono più importanti e interessanti.

A partire dalla sanità digitale, passando dallo Smart Working, dall’Industria 4.0, dall’importanza della personalizzazione nella Customer Journey digitale, fino ad arrivare alle trasformazioni nei processi della Pubblica Amministrazione.

 

1. Sanità sempre più digitale

L’emergenza Covid-19 ha riguardato, in primis, la salute pubblica e la tenuta del sistema sanitario. È normale, dunque, che in questo campo si registreranno importanti cambiamenti.

Non si tratterà solo della dematerializzazione della documentazione cartacea (dalle cartelle cliniche, ai referti, fino alle pratiche amministrative e burocratiche); sicuramente si andrà incontro ad una ristrutturazione radicale dei processi e delle organizzazioni, in maniera capillare, dagli ospedali ai presidi sul territorio.

I grandi temi sul piatto saranno quelli della “de-ospedalizzazione protetta”, della cosiddetta “telemedicina”, ma anche dell’IoT e dei device wearable, sempre più affidabili, su misura e personalizzati (vox.com). A tutto ciò si sono già affiancate buone pratiche per evitare code e assembramenti, ad esempio tramite l’utilizzo di applicazione dedicate.

 

2. Smart working sempre più diffuso

Lo Smart Working, durante l’emergenza sanitaria, è stato vitale: ha salvaguardato la salute di molte persone, e – contemporaneamente – ha evitato la chiusura totale di un gran numero di attività produttive.

Lo spostamento verso il cosiddetto “lavoro agile”, però, non è solo uno dei trend digitali post Covid-19, ma era un trend già in atto prima della pandemia.

Secondo l’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, i lavoratori in Smart Working in Italia nel 2019 erano 570mila, con una crescita percentuale di ben il 20% rispetto all’anno precedente (osservatori.net.

La distanza con la media mondiale, però, è ancora piuttosto accentuata.

Secondo l’11esima edizione del “Global workspace survey” di IWG, le aziende che hanno una politica flessibile sulle modalità e gli spazi di lavoro, nel mondo sono il 62%. In Italia, invece, siamo al 59%; ben lontani da stati come Germania (80%), Olanda (75%), Usa (69%) e Regno Unito (68%) (iwgplc.com).

Certamente, dopo l’emergenza Covid-19, questa tendenza si rafforzerà in maniera molto massiccia. Di contro, bisognerà stare attenti a trovare il giusto work-life balance, fondamentale per raggiungere la miglior qualità di vita lavorativa; su cui ci concentriamo nel prossimo punto.

 

3. Employee Experience a distanza di sicurezza

Sotto l’etichetta di “Employee Experience” si raccolgono tutti i processi che sono volti al miglioramento della qualità dell’esperienza lavorativa degli impiegati.

Al tema abbiamo dedicato un intero eBook, che si può scaricare qui. Già da alcuni anni, questo, è diventato un versante centrale, per le sue ricadute in termini di produttività, retention e advocacy (con importanti conseguenze sulla brand reputation e sull’attrattività delle company).

Bene, questo tema da “domani” sarà ancora più centrale e riguarderà sempre più l’aspetto digitale. Si tratterà, in primis, di mettere a disposizione degli strumenti di condivisione per il lavoro da remoto sempre più efficaci e intuitivi, basati su piattaforme cloud sicure ed efficienti, disegnate in ottica ominchannel.

Una grande attenzione, inoltre, sarà destinata alla customizzazione e alla personalizzazione di questi strumenti: è il cosiddetto “BtoE” (Business to Employee), digitale e personalizzato.

 

4. Industria 4.0 e Internet of Things

Se i lavori “da ufficio” vedranno un netto incremento delle possibilità di Smart Working, lo stesso, naturalmente, non si potrà dire dei reparti di produzione. Ecco, dunque, che tra le tendenze future ci sarà un rafforzamento di quella che era già nota come Industry 4.0, ovvero: l’automazione sempre più accentuata dei processi industriali.

In questo settore, una spinta sempre più decisiva sarà impressa dall’IoT (Internet of Things) che, applicata ai processi produttivi, genera un’ottimizzazione senza precedenti, risparmi, e delle capacità di analisi grazie alla raccolta di un numero sempre crescente di dati preziosi. Il modello a cui puntare è quello della cosiddetta “Smart Factory”.

Tutto questo, evidentemente, non si limiterà alle fasi di produzione, ma riguarderà anche l’intero ecosistema della supply chain.

 

5. Robot e droni

L’emergenza Covid-19 ha mostrato come il distanziamento sociale, in certi frangenti, sia assolutamente necessario e salva-vita.

Ma, anche usciti da queste fasi drammatiche, lo sfruttamento di robot e droni per certe mansioni diventerà sempre più insostituibile. Si pensi alle sanificazioni o disinfestazioni. A certi processi di assistenza sanitaria. Alle operazioni in contesti critici o pericolosi per l’essere umano. Ma anche, più quotidianamente, ai servizi di delivery di qualsiasi tipo.

Attenzione: questo non significherà meno lavoro per “gli umani”, ma, al contrario, la nascita di nuovi lavori che andranno gradualmente a sostituire quelli considerati più obsoleti.

 

6. Città più smart

Smart Working, Smart Factory e – infine – Smart City. La digitalizzazione sempre più spinta delle città è una delle frontiere più interessanti che si mostrano all’orizzonte.

Anche in questo caso, parliamo di un trend che si stava rafforzando ormai da diversi anni (Singapore, Dubai e Barcellona sono tre esempi molto citati – smartcityhub.com), e che – nei prossimi mesi – vedrà certamente una grande accelerazione.

Oltre alle necessità di tutela della salute pubblica, le Smart City saranno fondamentali anche in ottica di sostenibilità, di riduzione delle emissioni, di qualità globale della vita dei cittadini.

Un’altra volta, anche in questo campo, la parola chiave è IoT, a cui cui si associa il miglioramento della connettività, tramite tecnologie la cui adozione sarà rapidamente implementata, come il 5G.

7. Pagamenti digitali

Dai processi industriali e dagli agglomerati urbani, torniamo alla vita quotidiana delle singole persone. Una pratica che durante il lockdown è diventata comune e necessaria è quella dei pagamenti digitali.

Non si tratta certo di una novità; nel 2019 il mercato dei pagamenti digitali aveva già un valore globale di 3885,57 miliardi di dollari. Secondo le stime di Mordor Intelligence, questo valore avrebbe raggiunto gli 868,68 milioni di dollari entro il 2025, con un tasso di crescita composito annuo del 13,7% (mordorintelligence.com).

Attenzione, però: sono stime elaborate prima dell’emergenza sanitaria. Di conseguenza il tasso di crescita, con ogni probabilità, sarà molto più alto.

Più nello specifico: le tendenze in questo campo si muovono tutte verso un ruolo sempre più importante dei dispositivi mobile (in ottica mobile-first); a cui andrà sempre più affiancandosi la personalizzazione. Non solo pagamenti, insomma, ma anche un miglioramento della User Experience digitale, in una dinamica sempre più one-to-one…su cui torniamo anche nel prossimo punto.

Rimandiamo tutti quelli che vogliono approfondire il tema dei pagamenti digitali, con i trend digitali post Covid-19 più interessanti in questo campo, a questo articolo del nostro blog.

 

8. Customer journey digitale e personalizzazione

Questo periodo così imprevisto e imprevedibile ha visto le Customer Journey farsi sempre più digitali. Se non, appunto, esclusivamente digitali. Imparare a presidiarle al meglio, dunque, è oggi più fondamentale che mai per le company di ogni settore. È fondamentale sia per le operazioni di marketing, che per la gestione del Customer Service.

Ecco, dunque, che entra in gioco in maniera ancor più pervasiva l’analisi dei Big Data: uno strumento ormai irrinunciabile per avere una “fotografia” del proprio pubblico, per conoscerne caratteristiche, comportamenti e possibili esigenze, in modo da suddividerlo in target sempre più specifici e funzionali.

Il punto d’arrivo, in questo senso, è la personalizzazione. Una parola che – avrete notato – è tornata spesso anche nei punti precedenti. Si tratta di imparare a tracciare le caratteristiche di ogni singolo utente o cliente, e interfacciarsi con lui o con lei in modalità one-to-one.

Con gli strumenti a disposizione oggi è possibile farlo anche con platee enormi, e in maniera sempre più dinamica. Le aziende specializzate come Doxee si occupano proprio di questo. E più la Customer Journey si fa digitale, più si riesce a essere chirurgici ed efficaci con la personalizzazione.

 

9. Apprendimento a distanza… non solo scuola

Un altro dei trend digitali post Covid-19 ed un’altra esperienza comune in questi giorni di lockdown è quella dell’apprendimento a distanza. E non parliamo solo delle classiche lezioni scolastiche, che si sono spostate online (a metà aprile, le scuole e le università erano chiuse in 191 paesi del mondo, con un impatto su 1,57 miliardi di studenti; i dati sono stati forniti dall’UNESCO, en.unesco.com).

L’apprendimento a distanza, infatti, ha riguardato un’ampia gamma di esperienze, dall’hobbystica fino ai corsi di formazione professionali.

Anche in questo caso, siamo sicuri che non si tratterà solo di un momentaneo “tappabuchi”, ma di una tendenza che andrà via via facendosi più solida e ramificata, portando con sé interessanti opportunità.

 

10. Una Pubblica Amministrazione più digitale

Spesso la Pubblica Amministrazione è più lenta di altri settori nell’accogliere le trasformazioni. Una lentezza che deriva dalle caratteristiche stesse delle sue strutture, mastodontiche e talvolta rigide.

Questa emergenza, però, ha richiesto anche alla PA di muoversi in tempi più veloci. Di nuovo si tratta di un’accelerazione decisa di una tendenza che era già in atto, a partire dall’Agenda Digitale Europea e da quelli dei vari stati.

Per approfondire questo tema ampio e decisivo, con un focus particolare sul panorama italiano, vi rimandiamo a questo articolo del nostro blog.

Dunque, nel post-Covid-19 vivremo in un mondo diverso, ma non di certo sconvolto. Ci saranno nuove modalità operative e nuove opportunità. I semi sono stati già buttati, in alcuni casi anche diversi anni fa. Si tratta di raccogliere i frutti prima degli altri!

 

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