I 5 trend digital delle società di gestione del risparmio in un anno di incertezza

In un 2020 così particolare e, per alcuni aspetti, così difficile e unico nel suo genere non è facile parlare di quali potrebbero essere i trend digital delle società di gestione del risparmio da qui alla fine dell’anno. Questo perché, come è noto, l’emergenza sanitaria che ha coinvolto tutti i Paesi del mondo, Italia compresa, ha cambiato le carte in tavola in tutti i settori, compreso quello del risparmio gestito (ne abbiamo parlato anche in un precedente articolo).

Possiamo dunque affermare che il principale “trend” del mercato del risparmio gestito, che lo accomuna a tutti gli altri settori dell’economia globale, è l’incertezza. Essa rappresenta una sorta di presupposto, di “trend” che sta alla base degli altri trend che introdurremo nell’articolo.

 

I 5 futuri trend digital delle società di gestione del risparmio

Prima di parlare di quali saranno i futuri trend digital delle società di gestione del risparmio gestito è bene capire prima quale sia l’attuale situazione del comparto, se non altro perché il contesto economico influenzerà certamente le trasformazioni dei prossimi mesi. È interessante quanto detto da Giovanni Sandri, responsabile per l’Italia di BlackRock, durante una recente intervista rilasciata a Focus Risparmio: Questa crisi non crea nuovi trend ma fa da acceleratore a quelli già in atto all’interno dell’industria (focusrisparmio.com). Dunque, ci si può aspettare che molti dei trend visti nel 2019 si ripropongano ancora nel 2020, magari con qualche specifica novità o qualche lieve variazione. Di questa frase appare interessante anche l’aspetto legato all’accelerazione.

Rispetto a molti settori, che hanno subito una recessione severa nei mesi di lockdown, quello del risparmio gestito è stato per alcuni aspetti “favorito” dall’emergenza Covid-19. Se, infatti, l’Italia ha già normalmente un livello molto alto di risparmio personale, come indicato nella settima edizione dell’European Consumer Payment Report, il quale ha mostrato che l’84% degli italiani mette da parte ogni mese una percentuale dello stipendio, a fronte di una media europea del 75%, d’altro canto questa “tensione” al risparmio è cresciuta ulteriormente a seguito dell’emergenza sanitaria (intrum.com).

Proprio per questo, dopo la fase di picco della pandemia si è registrato un aumento generalizzato della propensione al risparmio, che mediamente negli Stati Uniti e nei Paesi dell’Unione Europea è passato dal 12,7% al 17% e che si è concretizzato in Italia in una notevole crescita dei depositi bancari. Per dare un ordine di grandezza, nel solo mese di maggio 2020, i risparmiatori italiani hanno messo da parte 16,8 miliardi di euro, una cifra 5 volte superiore rispetto a quella risparmiata nello stesso periodo dell’anno scorso.

Ciò conferma che il risparmio è diventato fondamentale ed è destinato ad esserlo ancora di più nel prossimo futuro in modo trasversale, interessando le persone indipendentemente dalla loro età ed estrazione sociale. Proprio alla luce di questo si comprende quale potrebbe essere il primo trend digital delle società di gestione del risparmio nel 2020.

 

1. Il risparmio si fa attraverso una app

Nel prossimo futuro è facile immaginare che sempre più spesso vengano lanciate e sviluppate delle applicazioni dedicate alla gestione e al risparmio delle proprie risorse. Tra l’altro, i primi e più interessati utilizzatori di questo tipo di servizi sono i giovani, che sono dei veri e propri “risparmiatori seriali” i quali sfruttano proprio la tecnologia per facilitare la costituzione di un piccolo capitale.

A dimostrare tutto ciò è una recente ricerca di Hype, la quale rileva che ci sono tantissimi utenti attivi nell’utilizzo di queste soluzioni di risparmio digitale. Basti pensare che proprio questa app conta al momento ben 790.000 utenti attivi i quali hanno già risparmiato oltre 160 milioni di euro. Si può immaginare, dunque, che in futuro l’utilizzo di queste applicazioni si diffonderà ancora di più, diventando una abitudine consolidata in tutta la popolazione. Del resto, sono già stati scritti diversi articoli in merito, che mettono in luce come la trasformazione digitale abbia permesso lo sviluppo di diverse soluzioni mobile per la gestione autonoma dei propri risparmi (wired.it).

Da questo trend si possono ricavare due considerazioni.

  1. La prima è che il concetto di risparmio, soprattutto per i giovani è cambiato: non si risparmia più “per risparmiare”, dunque avendo una prospettiva di lungo periodo, ma lo si fa stabilendo degli obiettivi di breve periodo, che vanno dall’acquisto di un’automobile alla preparazione di un viaggio: ecco perché tutte le app prevedono la possibilità di fissare delle soglie di risparmio anche piccole e facilmente raggiungibili a seconda delle proprie necessità.
  2. In secondo luogo, praticamente tutte queste applicazioni tengono sempre conto delle caratteristiche dell’utente, per settare correttamente gli obiettivi mensili e delineare un quadro il più completo possibile sulle sue abitudini di spesa e consumo.

Quest’ultimo aspetto richiama la seconda tendenza all’interno del mercato del risparmio gestito, che a ben vedere non è propriamente una novità.

 

2. I Big Data per la personalizzazione del risparmio gestito

È ormai nota da tempo la stretta connessione che c’è tra trasformazione digitale e personalizzazione: dovunque, infatti, le soluzioni digitali siano arrivate sono sempre state usate per rispondere alla crescente domanda di personalizzazione dei consumatori. Questo è tanto più vero in un contesto come quello del risparmio gestito, in cui ogni soluzione offerta deve essere pensata e costruita in modo adeguato a seconda di qual è il profilo del cliente, di quali sono le sue necessità e le sue caratteristiche – tra l’altro questo è proprio un dovere previsto anche per legge (diritto.it).

Dove sta la novità di questo trend? Certamente negli strumenti che si possono utilizzare, ovvero i Big Data. Del resto, come si è visto, le app danno la possibilità a chi le sviluppa di raccogliere informazioni rilevanti e di aggregarle, così da poter offrire in un secondo momento i servizi più adatti a ciascun risparmiatore. Ovviamente per raccogliere i dati non serve per forza sviluppare delle applicazioni ad hoc; ci sono tanti altri modi per entrare in possesso delle informazioni rilevanti, come ad esempio l’utilizzo di newsletter, o l’analisi delle ricerche svolte dagli utenti o ancora attraverso il rilevamento delle discussioni online sul tema.

Tuttavia, la gestione dei Big Data è un trend rilevante non solo perché permette di “conoscere meglio” i propri clienti e di proporgli dunque le migliori offerte. Al contrario, la loro utilità si rivela ancora più evidente quando si tratta di dover emergere dalla massa dei competitor presenti all’interno del settore.

Chi ha integrato i Big Data al proprio business è riuscito meglio degli altri a porre rimedio al grande affollamento del comparto piazzando in modo più efficace i propri prodotti rispetto ai competitor (wallstreetitalia.com). Allo stesso modo, i Big Data sono strumenti incredibilmente utili quando si tratta di dover decidere come costruire i propri portafogli di investimento con il denaro dei risparmiatori. Proprio attraverso i Big Data è, infatti, possibile avere una visione d’insieme più completa e affrontare così ogni operazione di mercato con la corretta percezione del rischio.

 

3. Un alleato artificiale per le società di gestione del risparmio

Una qualsiasi società di gestione del risparmio può ottenere grandi benefici non solo imparando ad analizzare i Big Data che riesce a raccogliere dalla rete, ma anche servendosi di una tecnologia resa sempre più accessibile dalla trasformazione digitale: stiamo parlando dell’Intelligenza Artificiale.

L’Intelligenza Artificiale, infatti, sta diventando sempre di più una soluzione diffusa ed implementata tra le SGR, le quali si sono rese conto della grande versatilità della IA e dei notevoli vantaggi che la stessa offre una volta che viene integrata al loro core business.

Una possibile applicazione di questa tecnologia è rappresentata dall’utilizzo di software sempre più intelligenti e raffinati per individuare gli investimenti migliori e più sicuri anche in considerazione della contingenza economica e del tipo di rischio che si vuole correre. In questo senso, quello che fino a qualche anno fa sembrava pura fantascienza ora è diventato realtà: IBM, infatti, ha recentemente “dato la luce” a Watson, un sistema di intelligenza artificiale responsabile di un nuovo fondo di investimento che opera sul mercato statunitense (focus.it).

Questo significa che è il computer a decidere in piena autonomia su quale mix di azioni, obbligazioni e altri titoli finanziari investire i soldi dei clienti, sostituendo “perfettamente” il lavoro degli analisti. Tra l’altro uno dei punti forti di Watson è la sua capacità di analizzare in poche ore una mole impressionante di dati, cosa che costerebbe diversi giorni di lavoro ai suoi colleghi umani. Ciò non vuol dire che la sostituzione sia assoluta ed immediata, ma appare evidente che una potenza di analisi di questo tipo, messa al servizio di qualsiasi società di gestione del risparmio, potrebbe rappresentare una risorsa formidabile per individuare il giusto investimento per il giusto cliente al momento giusto.

Inoltre, un altro vantaggio molto interessante che l’Intelligenza Artificiale offre all’interno di una società di gestione del risparmio è che essa è capace di migliorare sensibilmente la Customer Experience di ciascun cliente. Una SGR, infatti, può profilare efficacemente un risparmiatore con l’impiego di una machine learning, che solo attraverso un semplice dialogo con il risparmiatore stesso riesce ad apprendere quali sono i suoi bisogni e, di conseguenza, quali sono le migliori risposte da fornire. In questo modo, sarà proprio grazie a queste interazioni che il software potrà facilmente indicare al risparmiatore i servizi della SGR più adatti al suo profilo.

 

4. Il risparmio sta diventando “inclusivo”

Un altro trend digital delle società di gestione del risparmio, anche se non propriamente “digitale” – ma che ha nell’ambito digitale le sue principali ricadute – è quello che vorrebbe il mercato del risparmio gestito sempre più inclusivo. Da sempre, infatti, l’ambito finanziario appare troppo complesso per i non esperti e questo spinge le persone a non sentirsi sicure o capaci di affidare consapevolmente i propri risparmi a qualcuno. È nella tecnologia che sta la soluzione a questo problema.

In una recente intervista, infatti, quattro diverse realtà italiane dell’asset management hanno dichiarato che è proprio grazie alla trasformazione digitale, nelle sue diverse forme, che è possibile rendere il settore del risparmio gestito più accessibile, trasparente e sicuro anche per chi non ne conosce perfettamente i meccanismi (it.fundspeople.com).

Come naturale conseguenza di questo, i social network sono lo strumento che tutte le società di gestione del risparmio dovrebbero implementare nelle loro strategie di comunicazione, dal momento che è proprio su questi canali che è più facile stringere un rapporto più stretto ed umano con i clienti presenti o potenziali.

 

5. Un business sempre più tra le nuvole

Un altro trend che sta di recente acquistando importanza è quello che riguarda l’impiego della tecnologia cloud all’interno delle società di gestione del risparmio. Del resto, cominciano a diventare numerosi gli esempi di SGR che sempre di più si avvicinano a questo nuovo strumento di organizzazione e gestione interna.

Si pensi ad IdeA Fimit, la società di gestione del risparmio del gruppo De Agostini, la quale ha adottato il cloud per gestire tutti i suoi portafogli attraverso un processo di conversione iniziato qualche anno fa e che nel tempo si è stabilizzato e ha cominciato a mostrare i suoi notevoli vantaggi; oppure si può prendere anche il caso di Etica Sgr, che ha integrato perfettamente la tecnologia cloud all’interno di tutti gli aspetti della propria organizzazione aziendale, dal backup dei documenti alla gestione dello scambio di email.

Tra l’altro, l’avvicinamento tra SGR e cloud si manifesta anche nell’interesse mostrato da tali società nei confronti delle aziende che basano il loro business proprio sullo sviluppo di questa soluzione digitale, le quali stanno diventando soggetti sempre più strategici su cui investire (gellify.com).

 

Ciò che è “vecchio” non passa di moda

In conclusione, se questi sono alcuni dei trend digital più rilevanti per il prossimo futuro bisogna però chiarire una cosa: le tendenze delineate l’anno scorso non hanno perso affatto la loro rilevanza; al contrario, restano sempre valide e rappresentano un tragitto che va soltanto integrato. Per questo, resta ancora rilevante la Customer Experience, che deve essere il più possibile immersiva e interattiva, così come è fondamentale che le SGR lavorino molto sul concetto di “mobile first” declinandolo coerentemente con i propri servizi.

Del resto, il filo rosso che tiene tutto insieme è sempre la trasformazione digitale, non tanto come innovazione tecnologica, quanto come innovazione della propria mentalità rispetto al business. Quest’ultima forse è il vero unico grande trend che contiene inevitabilmente tutti gli altri e che è destinato a cambiare il settore del risparmio gestito in modi ora più che mai imprevedibili. Diventa importante che ogni operatore si tenga sempre pronto e aggiornato, perché sarà la prossima innovazione a decidere i vincitori e i vinti all’interno del mercato.

 

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