Storytelling efficace: come creare storie avvincenti che catturino l’attenzione dei clienti

Cosa intendiamo con Storytelling efficace? Le origini dello Storytelling risalgono a circa 40.000 anni fa. Siamo nell’era Neolitica e il primo narratore sulla terra utilizza come carta, le caverne preistoriche come penna, primitive pitture rupestri.

Col passare degli anni le tecniche narrative si sono evolute di pari passo con le persone, tanto che queste prendevano come modello di vita queste storie. Dietro a questi racconti, infatti, molto spesso si celavano una morale o insegnamenti considerati ammirevoli e meritevoli per guadagnarsi una vita agiata anche dopo la morte.

 

Come mai si continua a fare storytelling?

Nonostante siano passati milioni di anni, ancora oggi il potere dello storytelling efficace è molto evidente; le storie ci conquistano, ci influenzano e ci portano ad agire. Tutto ciò è di particolare interesse per le imprese e a maggior ragione per chi utilizza una qualsiasi strategia di Inbound marketing.

Arriviamo alla definizione di storytelling. Il termine è composto da due parole in lingua inglese: “story” e “telling”. Una traduzione letterale potrebbe essere raccontare una storia, comunicazione narrativa o anche comunicazione creativa. In realtà, per storytelling si intende l’arte di raccontare storie con la scrittura ed è perciò considerato uno strumento, o meglio una strategia di comunicazione. Questa disciplina possiede quel qualcosa in più che parla al pubblico, trasmette idee e punti di vista in maniera sempre più efficace, diretta e coinvolgente.

Al contrario di ciò che si possa a primo acchito pensare, questo concetto è più complesso di quanto non si creda; infatti l’intento dello scrittore è quello di comunicare qualcosa di utile che colpisca nel profondo le emozioni del lettore. Ciò non basta: oltre alla parte emotiva è necessario colpire anche quella razionale, avvalendosi di frasi che rimangano impresse nella mente e che quindi vengano condivise. Il cosiddetto knowledge sharing è uno degli strumenti utilizzati da chi fa business per farsi conoscere. Per ricordare una celebre citazione di Gabriel Garcia Marquez: “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.

 

Dove fare storytelling? 

Questa strategia di comunicazione sta, di recente, diventando sempre più utilizzata da copy writer e content writer. Negli ultimi anni la diffusione di Internet e del web writing hanno portato alla nascita del cosiddetto digital storytelling. Si intende una breve forma di produzione scritta digitale che permette alle persone di tutti i giorni di condividere aspetti della loro storia. Le sue origini risalgono alla fine del secolo scorso. In America, col nome di Storytelling Management, veniva utilizzata come strategia di Marketing e di Gestione aziendale.

Come abbiamo già detto, lo scopo è quello di colpire nel profondo le emozioni del lettore. A tal fine, per attirare l’attenzione si utilizzano video, audio, immagini, testi, mappe. Sulla base di questi elementi si possono classificare 5 tipologie di digital storytelling:

  • Video storytelling: la storia viene raccontata grazie alla possibilità di manipolare video aggiungendovi per esempio domande, commenti, testo, link;
  • Visual Storytelling: la storia è raccontata grazie all’utilizzo di immagini;
  • Transmedia storytelling: si realizza una storia organizzando in un ambiente delle risorse reperibili su web di vario formato ( immagini, video, suoni, animazioni) relative ad un determinato tema;
  • Storytelling e Timeline: forma di narrazione di eventi ordinati cronologicamente;
  • Lo Storymapping: si utilizzano mappe geografiche o immagini per inserivi link a risorse web relativa a determinate tematiche.

 

Quando utilizzare lo storytelling?

Il focus di ogni strategia è il conseguimento di un obiettivo. Lo storytelling persegue numerosi obiettivi che si differenziano sulla base delle caratteristiche delle singole aziende, delle loro offerte e del contesto nel quale operano.

Però, l’obiettivo comune è quello di coinvolgere chi legge (engagement) al fine di portare nuovi visitatori al sito web o ancora meglio di fidelizzare quelli già esistenti. Oltre a ciò, questa strategia di comunicazione risulta particolarmente efficacie in ambito:

  • Commerciale: si intende convincere chi legge a compare il proprio prodotto/servizio, vendere, differenziare la propria offerta dai competitors;
  • Pubblicitario: si vuole, per esempio, promuovere il proprio brand e aumentarne la notorietà;
  • Politico: trovare nuovi sostenitori di un determinato partito;
  • Marketing: catturare l’attenzione del target di riferimento, stimolarne un bisogno e cercare di creare una relazione. Questo è fondamentalmente l’obiettivo primario.

Inoltre, lo storytelling si pone obiettivi di personal branding quando chi racconta vuole farsi conoscere promuovendo le proprie competenze e conoscenze e le proprie abilità in ambito lavorativo.

 

Chi utilizza lo storytelling?

Negli ultimi anni la potenzialità di uno storytelling efficace stanno diventando sempre più noti. I grandi brand mondiali sicuramente sono più confident nell’utilizzare questa strategia grazie ad una dotazione di risorse, finanziarie e umane, maggiore rispetto alle piccole medie imprese locali. Ciò non toglie che anche queste ultime possano utilizzare questo strumento di comunicazione per attrarre nuovi clienti o fidelizzare quelli già esistenti.

 

Come creare storie avvincenti che catturino l’attenzione dei clienti?

In prima battuta, l’esito positivo o negativo di una storia è determinato dalle competenze dello storyteller. Come spesso si dice, “dietro uno storytelling di successo c’è un bravo storyteller”. Creatività, pathos, puntualità nell’informazione e rispetto del pubblico sono i caratteri che denotano un bravo “cantastorie”.

Lo scopo dello storytelling nell’ambito del marketing è quello di catturare l’attenzione del pubblico, per suscitarne un bisogno e creare un rapporto fra le parti basato sulla fiducia.

A tale fine è molto importante seguire il seguente schema nella stesura di una storia:

  1. Inizio: è fondamentale per attirare l’interesse del pubblico. Come si dice, “chi ben comincia è a metà dell’opera”. Un inizio scritto bene può influenzare positivamente tutta la storia. Il trucco consiste nel presentare sin da subito i contenuti principali e la situazione generale, cercando di invogliare il lettore a continuare.
  2. Contesto: in questa fase è fondamentale contestualizzare ciò che si vuole dire, fornendo fatti che rendano la storia indimenticabile.
  3. L’apparizione dell’eroe: chi è l’eroe? È un personaggio che incarna il bene e che è l’unico in grado di risolvere il problema. Il suo agire è guidato da un certo ideale che condivide e difende per tutto il corso della narrazione . E’ di fondamentale importanza sottolineare che, nel marketing, il “nemico” non è mai un “competitor”.
  4. Finale (lieto o no): rappresenta l’apice del racconto. Se l’obiettivo dell’inizio era quello di attirare l’interesse del pubblico, il compito della conclusione è quello di “salutarlo” in modo altrettanto memorabile.
  5. Morale: tutte le storie più efficaci insegnano qualcosa. Se la tua storia ha lasciato il segno o anche solo curiosità, allora hai fatto centro.

Abbiamo già detto che l’efficacia dello storytelling dipende dalle caratteristiche delle singole aziende, dalle loro offerte e dal contesto nel quale esse operano. In ogni caso, è possibile seguire alcune linee guida generali che si adattano alle esigenze di qualsiasi realtà:

  1. Inizia col creare un titolo che sia appealing: quando sei in una biblioteca che cosa ti spinge a prendere un libro piuttosto che un altro? Quando giri fra gli scaffali, la prima che cosa che attira la tua attenzione è proprio il titolo di un libro. La prima cosa da fare è inventare un titolo che sia specifico ed inerente al contenuto della tua storia. Successivamente, è fondamentale inserire delle keywords. Le parole chiave devono dare un assaggio di quello di cui tratterà la tua storia. Infine, evidenzia il valore del tuo blog già in partenza. Il titolo dovrebbe aiutare i lettori a capire il contenuto del testo. Poni delle giuste aspettative: cosa imparerà il lettore da questa lettura? Che argomenti vengono affrontati?
  2. “Stories drive people to action”: lo storytelling deve essere persuasivo e molto convincente. Infatti, un pubblico maggiormente coinvolto è più propenso ad acquistare. La persuasione però è solamente una piccola parte della strategia di marketing, perché dopo aver catturato l’attenzione del lettore bisogna convincerlo ad acquistare. Seguendo la strategia dell’Inbound Marketing, dopo aver scritto una bella storia si può inserire una Call-to-Action alla fine del testo che indirizza il visitatore alla pagine della tua offerta.
  3. Suscita la voglia di condividere la storia: il senso di appartenenza rappresenta da sempre uno dei bisogni primari degli esseri umani. Quando si entra in contatto con qualcosa di particolarmente interessante, si ha subito voglia di condividerlo con gli altri. Un esempio lampante è quello di SoulCycle che nella sua narrazione trasmette l’entusiasmo e la bellezza del condividere lo stesso senso di appartenenza: “We sweat, reach, and recover, together“. Una motivazione forte che genera attaccamento al brand. Un bravo storyteller deve perciò fare leva su questo fattore. Nell’ambito del web e dei social network ciò è particolarmente rilevante. Internet è una rete che ci offre un senso di connessione, la sensazione di far parte di un insieme più ampio anche se è virtuale. Cambia così la percezione di “sconosciuto” e la cerchia di persone si allarga. Si parla di collaborazione e condivisione su scala senza precedenti.
  4. Scegli i social media giusti: avere una social media strategy può solo apportare benefici. Secondo Hubspot, il 71% dei consumers che hanno avuto una esperienza positiva sulla piattaforma social di un certo brand sono più propensi a raccomandarlo agli altri. Come scegliere perciò il canale migliore? Il primo passo per definirlo è valutare la nostra priorità: fare promozione? Vendere? Non è sempre detto che a tutti i componenti del tuo target di riferimento piaccia lo stesso canale di comunicazione. Alcuni preferiscono Facebook, altri Twitter ed altri ancora Instagram.
  5. Conosci il target di riferimento: è fondamentale avvicinarsi il più possibile al proprio pubblico. Per fare ciò la cosa migliore è essere lettori ancora prima di essere scrittori. Ciò che stiamo per raccontare sarà interessante per il mio lettore? Chiederselo è fondamentale, e per rispondere a tale domanda, sarà fondamentale conoscere chi si ha davanti-o al di là di uno schermo.
  6. A nessuno piace un “ugly post”: al fine di rendere il tuo post il più appealing possibile è caldamente consigliato usare delle immagini ed un format originale. Quando scrivi, gli “spazi bianchi” sono tuoi alleati. Permettono infatti al lettore di concentrarsi sul contenuto e creare ordine. Non scrivere paragrafi troppo lunghi che risultino eccessivamente densi di informazioni e difficili da leggere. Piuttosto, taglia qualche frase quando serve. Tutto ciò rende la lettura più piacevole e anche se il testo è molto lungo, per il lettore non risulterà difficile da leggere.
  7. Keep it simple: punta sulla semplicità, non divagare quando non serve e arriva dritto al punto del discorso. Scrivere in modo semplice ma dettagliato è la chiave di ogni racconto. Il copywriter, blogger e web writer freelance Riccardo Esposito ricorda il famoso dilemma di William Shakespeare “to be or not to be”- essere o non essere? Tutti sono in grado di comprenderne il senso profondo ma la sua semplicità è innegabile. A volte, lessi s more.

Raccontare una storia memorabile non è facile, ma quando si riesce a farlo, i risultati che si ottengono sono sorprendenti.

Ora immagina una storia ancora più coinvolgente perchè contenuta in un video ed un “lettore” che non è solo uno spettatore, ma influenza attivamente l’evolversi delle scene. Questo è ciò che avviene con Doxee Pvideo®, i video personalizzati ed interattivi di Doxee. Con Doxee Pvideo®, la tua audience sarà al centro della storia che stai raccontando poiché potrà decidere il susseguirsi delle scene attraverso apposite Call-to-Action. Inoltre, la personalizzazione dei dati, ti permetterà di confezionare un video unico e specifico per ciascun cliente.

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