Cloud Computing – I 7 nuovi trend per il 2020

È difficile, oggi, indicare una tecnologia più decisiva e impattante del Cloud Computing e questo vale per qualsiasi tipo di business e di processo aziendale. Il Cloud Computing è esso stesso il trend del 2020.

Secondo uno studio condotto da Gartner nell’aprile del 2018, gli utenti del cloud raddoppieranno entro il 2021 e – contemporaneamente – il volume di mercato sorto intorno a questa tecnologia passerà dai 153 miliardi di dollari del 2017, ai 302 miliardi di dollari stimati per il 2021. Sempre secondo Gartner, entro il 2022, circa il 90% delle organizzazioni utilizzerà i servizi della “nuvola” (i dati sono emersi in quest’altro studio). Inoltre, già oggi, le competenze relative al Cloud Computing sono le più richieste dalle aziende di qualsiasi tipo di comparto, secondo una ricerca portata avanti da LinkedIn.

Le ragioni del successo travolgente di questa tecnologia sono molteplici.

Affidarsi ad un provider di servizi in cloud, in modalità on-demand, riduce innanzitutto i costi: da quelli relativi all’acquisto di uno o più server locali (con i conseguenti esborsi per la gestione e la manutenzione), a quelli per l’acquisizione dei più svariati software, fino a quelli necessari per affrontare tutti gli aspetti di cyber-security.

Ci sono poi gli enormi vantaggi della flessibilità e della scalabilità, che i sistemi di Cloud Computing possono garantire a qualsiasi tipo di company (pensate a una start-up che nel giro di pochi mesi vede moltiplicarsi il suo volume di raccolta dati e di operazioni da effettuare, ad esempio).

Senza dimenticare i fondamentali temi della sicurezza e dell’affidabilità: appoggiarsi ai migliori provider di sistemi cloud, in questo senso, offre fondamentali garanzie su questi versanti così delicati.

In questo articolo ci siamo ampiamente concentrati sui principali benefici offerti dai sistemi di Cloud Computing, ora vogliamo spingerci oltre, e guardare avanti. Di seguito, infatti, troverete i principali trend del Cloud Computing per il 2020 che si profilano all’orizzonte nell’ambito di questa tecnologia, suddivisi in 7 punti principali.

 

1. Hybrid e Multi-Cloud

Premessa: che cosa s’intende con Hybrid Cloud? Senza entrare in eccessivi tecnicismi, si tratta di un ambiente di Cloud Computing che sfrutta sia il cloud pubblico, che quelli privati, che alcuni strumenti di terze parti. In questo modo si sfruttano contemporaneamente le logiche dell’on-demand, del pay-per-use, e del Software as a Service (SaaS). Tutto in maniera potenziata.

Il risultato è una gestione delle macchine e delle risorse assolutamente dinamica, scalabile, flessibile e – fatto ancor più importante – il sistema ibrido si presta a grandi e articolate opportunità di “customizzazione”. Ogni company può infatti studiare e programmare la propria combinazione ideale, il più possibile personalizzata e costruita “su misura”, secondo le proprie caratteristiche ed esigenze (sull’importanza del trend della personalizzazione torneremo nel punto 6 di questo elenco).

Naturalmente, tutto ciò ha un enorme impatto positivo sulle performance. Non stupisce, quindi, che l’utilizzo di soluzioni Hybrid Cloud è aumentato del 7% in un solo anno, dal 2018 al 2019 (fonte: RightScale). Le aziende che hanno oggi una strategia ibrida di cloud computing sono il 58% del totale (i dati sono tratti sempre da RightScale).

Il Multi-cloud è qualcosa di molto simile all’Hybrid: si tratta dell’utilizzo di diversi sistemi di Cloud Computing e di conservazione di dati all’interno di un’unica architettura informatica. Possono esistere multi-cloud basati solo su sistemi pubblici, solo su sistemi privati oppure, infine, su una combinazione di sistemi ibridi.

 

2. Serverless

Un altro trend relativo al Cloud Computing per il prossimo 2020 è quello che viene definito con l’etichetta “serverless”, o con la sigla FaaS (Function as a Service).

Innanzitutto, non bisogna farsi trarre in inganno: uno o più server per l’elaborazione delle operazioni sono sempre imprescindibili, a monte di tutto. La vera innovazione di questi sistemi è la possibilità di eseguire applicazioni senza preoccuparsi dei problemi legati all’infrastruttura sottostante.

Tradotto: il provisioning, la scalabilità e la gestione dei server sono amministrati in automatico, con enormi vantaggi in termini di flessibilità e prestazioni.

Il primo modello serverless è stato rilasciato da Amazon nel 2014 (noto come AWS Lambda); lo stesso hanno fatto poi Microsoft, IBM e Google. Le soluzioni serverless erano utilizzate dal 21% delle company nel 2018. La crescita rispetto all’anno precedente è stata di ben il 75% (qui i dati).

 

3. Nuovi sistemi di Backup e Disaster Recovery

Uno dei vantaggi più importanti del Cloud Computing, riguarda l’efficienza e l’elasticità dei sistemi di Backup e Disaster Recovery (termine con il quale s’identifica l’insieme delle misure di ripristino relative a dati, sistemi o infrastrutture).

Secondo un recente report di Spiceworks il 15% del budget relativo al cloud è investito proprio nel miglioramento di questo fondamentale versante (si tratta, in proporzione, della quota economica più importante).

Ecco perché tutti i più importanti provider di servizi cloud (pubblici, privati o ibridi) si stanno impegnando moltissimo su questo fronte.

 

4. Big Data e Intelligenza Artificiale

Unire Cloud Computing e analisi dei Big Data porta dei benefici enormi, e potenzia l’efficacia di entrambe queste tecnologie, che sembrano proprio nate per convivere, per interagire tra loro, per rafforzarsi a vicenda.

Si comprende, in questo senso, come sia fondamentale implementare sistemi di Intelligenza Artificiale per interpretare al meglio l’enorme e variegata mole di dati utili al miglioramento di tutti i processi aziendali (sia quelli rivolti “all’interno”, che quelli rivolti all’esterno, dal marketing, ai reparti di acquisto, a quelli di vendita e di Customer Service)

Certo non basta mettere insieme questi membri per ottenere un risultato utile e soddisfacente. La combinazione tra Cloud Computing, raccolta dei Big Data e successiva interpretazione tramite sistemi di Intelligenza Artificiale va studiata con attenzione, in tutti i suoi variegati aspetti, e soprattutto va calibrata “su misura”, a seconda delle esigenze della singola azienda e del range di obiettivi che questa si pone (obiettivi che, non va dimenticato, possono variare nel tempo).

Ai vantaggi che derivano dallo sfruttamento combinato dei Big Data e dei sistemi di Cloud Computing abbiamo dedicato un intero articolo di questo stesso blog; lo trovate qui.

 

5. IoT (Internet of Things)

Su tutto quello che riguarda la frontiera dell’IoT (dunque, semplificando, la rete internet applicata agli oggetti) ci si potrebbe dilungare moltissimo, ma rischieremmo di finire fuori tema. Quello che qui ci interessa sottolineare è qualcosa che, in realtà, è molto semplice e intuitivo, ma che può portare ad enormi conseguenze.

Avere “oggetti” connessi in rete permette di immettere nel cloud una nuova enorme mole di dati, spesso molto precisi e significativi, che fino a ieri non erano a disposizione delle aziende.

Le tecnologie di IoT, correlate al Cloud Computing, possono ad esempio essere utilissime per monitorare i processi produttivi di un’azienda, per scovare inefficienze e studiare, di conseguenza, delle soluzioni migliorative.

Ma non è tutto: l’internet delle cose può rivelarsi prezioso anche nei rapporti con i propri utenti; pensate a quanti dati – già oggi – possono essere raccolti dalle aziende dell’Utility Industry attraverso i contatori collegati in rete. Dati utili alle company, ma anche ai clienti stessi; tutto questo si traduce in un potenziale aumento di revenue, ma anche in un miglioramento del tasso di loyalty. Questo giusto per fare un esempio significativo.

 

6. Tutto ruoterà, sempre più, intorno alla personalizzazione

L’abbiamo visto già in alcuni punti precedenti. Il Cloud Computing porta quasi naturalmente verso la personalizzazione, su tutti i fronti. La personalizzazione sarà, infatti, uno dei trend principali del Cloud Computing nel 2020.

A monte c’è la possibilità di costruire un ecosistema di software e infrastrutture il più possibile su misura della singola company (e che può, per di più, variare nel tempo, adattandosi a nuove esigenze). Possibilità che si fa ancora più importante nei sistemi di Hybrid Cloud e Multi Cloud.

Più a valle, invece, c’è la possibilità di sfruttare il cloud per raccogliere il maggior numero possibili di dati (come abbiamo visto sopra, nel punto 4), ma – soprattutto – dati significativi (i cosiddetti “Deep Data” o “Smart Data”), utili a orientare nel senso della personalizzazione tutte le operazioni di contatto con i clienti, dal marketing alla Customer Communication (a quest’ultimo aspetto abbiamo dedicato quest’altro articolo).

 

7. Cyber security

Con l’aumentare dell’adozione dei sistemi di Cloud Computing, aumentano anche i problemi relativi alla sicurezza. Si tratta di un punto assolutamente centrale, delicatissimo e che richiede la massima attenzione (sia da parte dei provider che da parte delle aziende che sfruttano i loro sistemi).

Con l’introduzione delle norme GDPR (General Data Protection Regulation) questi aspetti si sono fatti, se possibile, ancora più urgenti.

Non si tratta di un fattore da poco. Secondo un recente sondaggio condotto da Commwault, ad esempio, solo il 12% delle organizzazioni concentrate sull’IT ha realmente compreso come il GDPR influenzerà i propri servizi cloud.

Di nuovo, appare evidente la necessità di affidarsi a provider di servizi di Cloud Computing professionali e attenti a restare sempre e costantemente aggiornati, su tutti i fronti.

 

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