Dall’IoT ai nuovi sistemi di Intelligenza Artificiale. Dalla personalizzazione fino alla Mixed Reality e alla blockchain. Ecco i nuovi trend tecnologici dell’healthcare.

“Digital Health”: un’espressione che sentirete sempre più spesso nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Ne siamo sicuri. Un’espressione che indica l’implementazione di tecnologie digitali per il miglioramento della salute e del benessere di tutti noi, come singoli, ma anche come comunità.

Stiamo parlando di un settore di mercato nato da poco, ma con un valore che già si assestava alla fine del 2019 su cifre importanti: 101,4 miliardi di dollari, secondo le stime di Research and Market. Sempre secondo le stime dello stesso istituto, questa quota sarà più che raddoppiata entro il 2023, arrivando a 223,7 miliardi di dollari (psmarketresearch.com). A sua volta, Global Market Insights prevede una quota complessiva di 379 miliardi di dollari entro il 2024 e di 639 miliardi di dollari entro il 2026 (gminsights.com).  Insomma, quello che è evidente da questi numeri è che stiamo parlando di un comparto in impetuosa crescita, che mostra ancora enormi margini.

 

Settore healthcare: i nuovi trend tecnologici da tenere in considerazione

In questo precedente articolo del nostro blog, ci siamo concentrati a lungo sull’importanza di questo settore, su come è organizzato, e su quello che si muove al suo interno. Ora, invece, vogliamo guardare avanti e allargare il focus sui trend tecnologici dell’Healthcare.

Li abbiamo suddivisi in 6 punti chiave, che vi presentiamo qui di seguito.

 

1. IoMT – Ovvero, “Internet of Medical Things”

Una delle più vaste e promettenti frontiere che il mondo digitale ha davanti a sé è sicuramente quella dell’IoT (“Internet of Things”, sciogliendo l’acronimo), ovvero l’idea di portare nella rete internet i nostri oggetti quotidiani (ma anche i mezzi di produzione): dalla casa alla fabbrica, dalle automobili fino alle intere città (le cosiddette “Smart City”). Tra questi “oggetti”, un ruolo sempre più importante è oggi ricoperto dai dispositivi di healthcare. Tanto che è stato coniato un nuovo acronimo: IoMT (“Internet of Medical Things”, ovvero l’Internet degli oggetti medici).

Parliamo di device in larga parte indossabili (ma anche ingeribili, o iniettabili sotto pelle) utili per monitorare il nostro stato di salute e benessere in tempo reale: dagli ormai diffusi contapassi, ai dispositivi per il controllo del battito cardiaco, agli strumenti di analisi della qualità del sonno, fino a device più specifici dedicati al monitoraggio di patologie croniche, come il diabete (si pensi, ad esempio, a quelli progettati da Roche).

I campi di applicazione dell’IoMT sono davvero molteplici e in larga parte sono ancora tutti da esplorare. Un punto chiave è la convergenza tra questi dispositivi wearable, le app dedicate (sempre più su misura) e gli strumenti della telemedicina.

Chiudiamo questo punto con dei numeri molto significativi. Se il mercato dei dispositivi medici indossabili era valutato 7,8 milioni di dollari, le stime per il 2023 sono quelle di un valore che supererà i 27 milioni di dollari. Il tasso annuo di crescita composto (CAGR) sarebbe, dunque, di ben il 33,3% (globenswire.com).

 

2. Tutti nella scia di Google

Un ottimo modo di intuire ciò che accadrà in futuro, è seguire le mosse delle big company del comparto tecnologico e, tra queste, Google ha sicuramente un ruolo di leadership.

Dunque, dove si sta dirigendo il colosso di Menlo Park? Dove sta investendo? In molti campi, certo, ma in modo molto pesante e a lungo termine proprio nell’ambito dell’healthcare. E questo non da oggi.

Già nel 2014, infatti, sono state lanciate Google Fit (una piattaforma di health tracking) e Google Wear (una versione del sistema operativo Android progettata appositamente per gli smart watch e per i dispositivi indossabili). Ma non è tutto. C’è anche l’unità DeepMind, che sta applicando i più avanzati sistemi di Intelligenza Artificiale nell’ambito della salute digitale. Poi Verily, un’altra controllata di Google (tramite la soceità madre Alphabet), interamente dedicata alle cosiddette Life Sciences. O ancora, Calico, che si occupa specificamente dei problemi relativi all’invecchiamento (sempre nella galassia di Alphabet).

La nuova unità Google Health conta oggi 500 impiegati, ed è tra le più dinamiche (e meglio finanziate) dell’intero gruppo.

 

3. Intelligenze Artificiali al servizio della salute

Proprio l’Amministratore Delegato di Google, Sundar Pichai, ha di recente dichiarato che il settore healthcare offre il più grande e promettente potenziale di sfruttamento dei sistemi di Intelligenza Artificiale nei prossimi cinque o dieci anni (cnbc.com). Di nuovo, parliamo di una gamma di applicazioni davvero vastissima.

Innanzitutto, c’è l’interpretazione sempre più precisa e dinamica dei dati che provengono dai dispositivi wearable: un’interpretazione che dev’essere, contemporaneamente, sia personalizzata che rivolta ai grandi numeri. Insomma, dallo studio dei segnali relativi alla salute e al benessere di un singolo individuo, fino all’analisi di vastissime fette di popolazione, in modo da avere informazioni, ad esempio, sull’incidenza di certe patologie in determinati luoghi e in relazione a determinati stili di vita.

C’è poi l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale agli strumenti diagnostici ospedalieri: un’implementazione che ha già fatto importanti passi in avanti e si è già dimostrato che, in questo modo, i margini di errore vengono ridotti drasticamente.

Sempre tramite sistemi di AI sarà possibile monitorare, controllare, ma anche prevenire le ondate epidemiche. Un tema di fortissima attualità, chiaramente (itu.int).

Sul fronte opposto a quello dei grandi numeri, una delle più grandi opportunità messe a disposizione dall’Intelligenza Artificiale è quella di giungere a una medicina realmente su misura e personalizzata. È quello di cui vi parliamo nel prossimo punto.

 

4. Healthcare a misura di paziente

Uno dei trend tecnologici dell’healthcare più interessanti è senza dubbio quello della personalizzazione. Una tendenza che potrebbe cambiare radicalmente il mondo della salute, ma anche del benessere di ognuno di noi.

Innanzitutto, l’obiettivo è quello di puntare a una “medicina di precisione”, calibrata sulle caratteristiche dei singoli pazienti, sui loro comportamenti, sulle loro abitudini e sui loro stili di vita, sui fattori di rischio personali. In questo senso, non c’è alleato migliore del digitale. Attraverso i dispositivi di healthcare, infatti, si può raccogliere una grande quantità di dati sulle singole persone, dati approfonditi, dinamici, in tempo reale. E a partire da queste informazioni si potranno disegnare delle terapie personalizzate.

Naturalmente, tutto questo deve prevedere un’altissima attenzione ai temi della privacy e della cyber-sicurezza.

Ma non è tutto. Personalizzazione è anche la parola chiave di un nuovo dialogo tra gli utenti e i produttori di dispositivi di healthcare. Così come tra gli individui e le case farmaceutiche, ma anche tra i pazienti le strutture sanitarie. Da dove si riparte? Di nuovo dal digitale, naturalmente. Raccogliere i dati sui singoli individui, infatti, permette di impostare un flusso di comunicazione one-to-one, user-friendly, interattivo e omnichannel. Senza lungaggini, senza inutili complicazioni e abbattendo la distanza e la freddezza tipica, in passato, di questo tipo di rapporti.

Non stiamo parlando di un futuro lontano. Ci sono aziende specializzate in servizi di Customer Care Management personalizzato, come Doxee, che sono già attive in questo settore da anni.

 

5. Mixed Reality: non è più fantascienza

Sotto l’etichetta di “Mixed Reality” si raggruppano i sistemi di Realtà Virtuale (VR) e Realtà Aumentata (AR). Tecnologie di assoluta avanguardia, le cui applicazioni stanno iniziando ad offrire i primi poderosi risultati anche nell’ambito dell’healthcare.

Secondo le stime di Grand View Research, questo settore avrà un valore di mercato (relativo al solo comparto di healthcare) che si aggirerà intorno ai 5 miliardi dollari, entro il 2025 (grandviewresearch.com). Una cifra davvero molto importante.

Ma quali sono le possibili applicazioni? Davvero numerosissime e molte di queste stanno già portando dei frutti interessanti. Ci sono delle sperimentazioni che riguardano la creazione di ambienti simulati, utili – ad esempio – per il trattamento di malattie psichiatriche, come il disturbo post-traumatico (ncbi.nlm.nih.gov). Ma si utilizza la realtà virtuale anche per il training di medici e infermieri, facendoli immergere, a rischio zero, in situazioni chirurgiche molto complicate, che si potranno poi presentare nella “vita reale” (digitaltrends.com).

Nelle sale operatorie più all’avanguardie, inoltre, sono già stati implementati dei sistemi di Realtà Aumentata, utili per fornire delle informazioni aggiuntive agli operatori; informazioni digitali che vanno a sovrapporsi (per così dire) all’ambiente fisico in cui ci si muove (jamanetwork.com). Si stanno poi studiando delle applicazioni, sempre di Realtà Aumentata, che faciliteranno il dialogo tra medico e paziente, in particolare nei delicati momenti di descrizione dei sintomi o della descrizione delle terapie.

Insomma, come si comprende, i campi in cui queste nuove tecnologie potranno portare dei preziosi contributi sono sterminati; e sono ancora tutti da esplorare.

 

6. Le opportunità della Blockchain

Non è semplice descrivere la tecnologia blockchain in poche parole, senza entrare in complicati tecnicismi. Si può dire però che si tratta di un registro digitale distribuito, decentralizzato, massimamente sicuro e immodificabile. Nell’ambito dell’healthcare, dunque, le applicazioni della blockchain possono riguardare la conservazione e la condivisione dei dati dei pazienti e dei database clinici, in maniera molto funzionale, trasparente e senza rischi.

Pensate, ad esempio, alle necessità di ricovero in strutture situate in nazioni diverse: tramite la blockchain si azzerano i rischi di incomprensione (mature.com). Ci sono poi interessanti opportunità anche per le archiviazioni dei dati risultanti dai trial clinici (outsourcing-pharma.com).

In conclusione: i nuovi trend tecnologici dell’healthcare sono molteplici e siamo sicuri che molti altri si presenteranno all’attenzione pubblica nel prossimo futuro. Si tratta di tenere gli occhi aperti e ben puntati verso queste nuove opportunità. Ne va del miglioramento delle condizioni di vita dei singoli, ma anche della società nel suo insieme.

 

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