Le soluzioni RegTech permettono alle aziende di gestire al meglio la conformità alle normative vigenti, ma anche di creare valore aggiunto e far crescere in modo innovativo il proprio business. Perché questo sia possibile, occorre che le aziende implementino delle tecnologie specifiche, che sono la condizione base per sviluppare un buon sistema RegTech, come la Blockchain, l’IA e l’RPA.

 

Quando si costruisce un business e si immaginano strategie e modalità di crescita non si può fare a meno di tenere in considerazione le normative e i requisiti operativi e procedurali indicati dal legislatore per il proprio settore, anche quando si parla di normative RegTech.  

Spesso questo aspetto, cioè quello normativo, viene considerato da molti player una “zavorra” o comunque un elemento che ostacola o rallenta lo sviluppo della propria attività. 

In altre parole, si percepisce spesso il conflitto, l’opposizione tra regolamentazione, talvolta associata all’idea di “burocrazia” (che nel nostro Paese ha un significato ben preciso) e lo sviluppo e la crescita di un progetto imprenditoriale. 

Al netto delle considerazioni in merito, questo tipo di dualità sembra trovare finalmente una composizione “armonica” grazie alla trasformazione digitale, che ha permesso la creazione e la diffusione di alcune soluzioni digitali che sono particolarmente promettenti per la gestione di questo tipo di questioni. 

L’insieme di queste soluzioni, o meglio l’insieme delle “tecnologie che possono facilitare l’erogazione di requisiti normativi in modo più efficiente ed efficace di quanto già succeda” è proprio la RegTech, che nella formazione del proprio nome racchiude tale definizione (crasi per “regulation” e “technology”). 

Sebbene la Regulatory Technology sia soprattutto un aspetto del settore finanziario, o per l’esattezza del settore FinTech, che più di altri ha un sistema di compliance decisamente complesso e che dunque ha una particolare necessità a veder migliorata la gestione dei processi interni e dei vari adempimenti richiesti dalla legge, l’impatto positivo di questo tipo di approccio si può mostrare indipendentemente dal business.

 

New call-to-action

 

L’impatto della Regulatory Technology su qualunque azienda 

I vantaggi di implementare una serie di soluzioni RegTech sono molteplici e tutti legati in qualche modo proprio alla gestione della compliance e alla verifica dell’idoneità dei flussi interni all’azienda. 

In particolare, il vantaggio principale che portano le soluzioni RegTech riguarda l’agilità, che si traduce in rapidità nell’esecuzione di determinati passaggi attraverso l’ottimizzazione dei processi, in integrabilità delle soluzioni digitali nel contesto aziendale e in miglioramento dell’analisi, sia in termini di raccolta e ordinazione dei dati che di gestione degli stessi al fine di renderli comprensibili e utilizzabili al meglio.  

Un altro vantaggio che il RegTech porta con sé e che è strettamente legato all’agilità è la semplificazione: del resto, uno degli obiettivi principali dello stesso è proprio quello di ridurre gli eventuali attriti che un’azienda può incontrare rispetto all’applicazione della regolamentazione vigente. 

Tale obiettivo, peraltro, si è fatto particolarmente pressante negli ultimi anni, dal momento che adeguare i propri processi e le proprie strutture alle regolamentazioni attuali – che si fanno sempre più numerose e stringenti anche alla luce della globalizzazione e della digitalizzazione – è una sfida a tempo pieno, che richiede ai player di qualunque settore un consumo molto alto di tempo e risorse (sia umane che di denaro).

Detta semplificazione, spesso, si traduce nell’implementazione di soluzioni che affianchino gli operatori, in modo tale da rendere più fluidi alcuni passaggi e più veloci e automatiche alcune mansioni magari molto lunghe e ripetitive, così da ridurre il rischio di errore umano, ma soprattutto per impiegare gli stessi lavoratori in altre task dal maggiore valore aggiunto.

 

New call-to-action  

 

La Regulatory Technology può cambiare la mentalità aziendale 

Come si è detto, il RegTech è un aspetto, una faccia del FinTech: non a caso sono soprattutto gli istituti di credito e le assicurazioni a servirsi delle soluzioni tecnologiche offerte dal RegTech, sia perché hanno un sistema di compliance particolarmente stringente, sia perché si trovano a gestire dati e informazioni delicati e importanti e che richiedono un livello di attenzione e di sicurezza molto elevato. 

Tuttavia, anche le aziende specializzate in altri settori di business possono implementare soluzioni di RegTech: questo non solo può rendere più efficienti i propri processi, ma addirittura cambiare l’approccio aziendale nell’affrontare determinate questioni.

Adottare soluzioni RegTech, infatti, richiede necessariamente a ogni player di trasformare il proprio modo di gestire i dati e le proprie procedure di controllo e verifica.

Del resto, non ci può essere RegTech senza implementazione di una serie di tecnologie all’interno della produzione, che inevitabilmente dovrà essere adattata alle stesse, integrandole, così da ottenere modalità di produzione e di controllo innovative rispetto a quelle attuali. In un certo senso, dunque, il RegTech rappresenta una notevole opportunità non solo per adeguarsi più facilmente alle normative vigenti, ma anche per ammodernare l’organizzazione di molte aziende, anche non strettamente legate al mondo finanziario o bancario. 

A confermarlo è stato anche Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte, che sul tema ha dichiarato: “È però anche al lungo termine che bisogna guardare. Negli anni, queste soluzioni consentiranno alla compliance di lavorare in maniera più efficiente rispetto ai rischi. In ogni caso, le soluzioni RegTech porteranno alle aziende enormi benefici, sia in termini di efficienza dei processi, sia per quel che riguarda il miglioramento del business”. 

La progressiva diffusione del RegTech al di fuori dell’ambito finanziario potrà quindi contribuire all’efficientamento di molte procedure e a un generale miglioramento tecnologico, soprattutto dopo un periodo come quello che abbiamo appena passato, in cui volenti o nolenti tutte le aziende si sono dovute aprire alla trasformazione digitale. 

 

New call-to-action

 

Le tecnologie che rendono possibile il RegTech 

Il RegTech dunque può rappresentare una chiave di volta per introdurre in azienda determinate tecnologie, anche perché non può darsi RegTech senza l’implementazione di soluzioni innovative. Per questo, è legittimo domandarsi quali siano le suddette tecnologie da adottare. 

 

La prima tecnologia a supporto del RegTech: l’Intelligenza Artificiale 

Il primo esempio di tecnologia usata per fornire delle soluzioni di RegTech è l’Intelligenza Artificiale, che tra l’altro è uno di quei settori che è cresciuto di più durante la trasformazione digitale in questi anni.  

Riprendendo la definizione ufficiale fornita dal Parlamento Europeo, l’Intelligenza Artificiale è “l’abilità di una macchina di mostrare capacità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività”. 

L’Intelligenza Artificiale permette, infatti, ai sistemi di comprendere il proprio ambiente, mettersi in relazione con tutto ciò che percepisce, risolvere problemi, e agire verso un obiettivo specifico. In sostanza, i sistemi di Intelligenza Artificiale sono in grado di muoversi in un determinato contesto, interpretarlo e poi agire di conseguenza, modificando se necessario i propri comportamenti a seconda di quali sono stati gli effetti delle prime azioni compiute. 

È chiaro che una tecnologia di questo tipo non solo è molto utile alle aziende in generale, ma può dare un contributo decisivo quando si parla di implementazione del RegTech all’interno di ogni azienda. 

L’Intelligenza Artificiale, infatti, può rivelarsi molto utile a partire dall’analisi dei dati: al giorno d’oggi ci sono migliaia e migliaia di notizie che vengono pubblicate sul web e che proprio grazie all’Intelligenza Artificiale possono essere setacciate e analizzate così da ricavare delle informazioni utili per la regolamentazione finanziaria. 

In questo senso, l’Intelligenza Artificiale può essere usata per mantenere alti i livelli di conformità e gli standard prudenziali delle aziende proprio grazie alle sue capacità di apprendimento automatico che si intrecciano efficacemente con la gestione dei Big Data. 

Non a caso molte istituzioni nazionali e internazionali (tra cui la CONSOB) spingono per una sempre maggiore applicazione dei sistemi di Intelligenza Artificiale in ottica RegTech così da creare settori di business più sicuri, efficienti e innovativi. 

 

La seconda tecnologia a supporto del RegTech: la Robotic Process Automation 

Un’altra tecnologia fondamentale da adottare quando si parla RegTech è senza dubbio la Robotic Process Automation, ovvero quel tipo di tecnologia che attiene all’automazione “dei processi lavorativi e utilizza software, i cosiddetti “software robot”, che possono eseguire in modo automatico attività ripetitive imitando il comportamento degli operatori e interagendo con gli applicativi informatici esattamente come fanno gli esseri umani” (fonte: IRPAAI). 

Questo tipo di tecnologia, pensata apposta per assicurare l’esecuzione automatica di azioni specifiche, unita alla capacità di analisi tipica del machine learning, è perfetta per svolgere un’altra funzione che rientra pienamente tra gli obiettivi del RegTech, ovvero quella di controllo. 

L’uso del Robotic Process Automation permette, infatti di prevenire comportamenti scorretti o peggio fraudolenti, intensificando i controlli e rendendoli più stringenti sia da parte dei regolatori che da parte dei dipartimenti di controllo interni a un’azienda.

Tra l’altro, in questo specifico ambito, tale livello di automatizzazione comporta dei notevoli vantaggi anche perché se viene unito alle piattaforme di Governance Risk and Controll, le quali si usano per gestire il workflow delle informazioni, è in grado di ridurre i tempi e i costi dei controlli, aumentandone nello stesso tempo l’efficacia. 

 

La terza tecnologia a supporto del RegTech: la Blockchain 

Il terzo esempio di tecnologia legata a doppio filo con il RegTech e che occorre adottare in ogni azienda che voglia rendere la compliance davvero moderna ed efficiente è la Blockchain, una innovazione senza dubbio protagonista della trasformazione digitale intrapresa in questi anni dal settore finanziario e non solo. 

Spiegata sinteticamente, la Blockchain è “un registro condiviso e immutabile che facilita il processo di registrazione delle transazioni e di tracciamento degli asset in una rete di business” (fonte: IBM).

Praticamente è una rete in cui le informazioni (o asset in generale) sono raggruppati in nodi che sono accessibili e modificabili solo da chi ha determinate chiavi. Questo garantisce un elevato livello di sicurezza oltre che la massima tracciabilità, dal momento che è possibile ripercorrere le modifiche che sono state fatte risalendo anche all’autore delle stesse.

È chiaro che questo tipo di tecnologia è particolarmente importante quando si tratta di dover gestire e conservare documentazione riservata o quando si vuole utilizzare la contrattualistica digitale, per la quale è fondamentale garantire l’immodificabilità e la massima integrità dei documenti ai fini della loro validità legale. 

La Blockchain può poi giocare un ruolo molto importante anche quando si parla di gestione delle transazioni real-time e delle negoziazioni online (che sono la base di molti dei business finanziari digitali), che proprio attraverso questa tecnologia possono essere rese più affidabili, veloci e soprattutto pienamente “compliant” rispetto alle normative vigenti.

Quindi, ancora una volta, attraverso le tecnologie digitali adottate con il RegTech non solo i servizi offerti dalle aziende sono più sicuri per gli utenti, ma espongono molto meno le aziende al rischio di infrangere il sistema di compliance di riferimento. 

 

Una compliance più semplice significa un business più facile da sviluppare 

Il RegTech, infatti, è prima di tutto una garanzia e uno strumento utile per gli operatori di ogni settore, dal momento che permette di far fronte in modo efficace a quelle che sono le richieste e i requisiti imposti sempre più di frequente dalle istituzioni.  Grazie al RegTech, ogni azienda può rispondere a tali richieste in modo efficace, senza dover impiegare tempo e risorse eccessive.

Non solo. 

Il RegTech offre anche un altro vantaggio competitivo non da poco, cioè quello di prevedere in modo più rapido e preciso i possibili rischi che possono presentarsi nel corso del tempo così come permette di individuare in anticipo le eventuali opportunità per migliorare i processi regolatori. 

Il tutto, costruendo una attività di Regulatory management più semplice ed efficiente sfruttando anche dei processi standardizzati, che possono essere costruiti e concepiti su misura, a seconda della tipologia di servizi che le aziende vogliono offrire ai propri clienti. 

Per non parlare, poi, della possibilità offerta proprio dal RegTech di trasformare il controllo e l’analisi in momenti dall’alto valore aggiunto, anche grazie a delle soluzioni innovative che da prima si applicano alla compliance, ma che poi possono farsi strada e trovare ulteriori applicazioni anche in altri ambiti del business. 

In conclusione, appare ormai chiaro che il RegTech non è più una questione di “se”, ma di “cosa”: ogni azienda deve prendere coscienza del fatto che non ci sono più alternative all’approccio che il RegTech offre per la gestione della compliance e per il controllo dell’idoneità dei processi e dei rischi operativi.

Al massimo si potrà scegliere quale soluzione adottare prima o in via preferenziale, ben consapevoli però che qualunque sia la scelta, sarà solo il primo passo verso un’inevitabile trasformazione che cambierà per sempre (e in meglio) il proprio modo di fare business.