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Quali sono le novità normative sulla Fatturazione elettronica?

I processi di fatturazione elettronica verso i privati, introdotti dalle disposizioni del D.Lgs. 127/2015 di recente modificato dalla Legge di Bilancio 2018, sono ambiti di grande interesse per gli operatori economici italiani. Per questo il Centro di Competenza Paperless di Doxee vuole rispondere ai principali dubbi e richieste di chiarimento, contenente le risposte alle principali FAQ sulla e-Fattura B2B e B2C.

Cosa prevedono le novità normative sulla fatturazione elettronica B2B e B2C?

Il decreto legislativo n. 127/2015 prevede che a partire dal 1 gennaio 2019, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti privati residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato italiano, e per le relative note di variazioni, sono emesse e ricevute esclusivamente fatture elettroniche.

Sono esclusi dall’obbligatorietà di fattura elettronica i soggetti che ricadono nei regimi agevolati (regime fiscale di vantaggio, regime agevolato forfettario, regime speciale produttori agricoli) e ciò non implica che non possano effettuare facoltativamente fatturazione elettronica secondo le disposizioni di legge.

L’attuazione delle predette disposizioni è avvenuta con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018 che ha definito le regole tecniche di trasmissione e ricezione, le regole sul formato, le regole sulle ricevute SdI, prevedendo un aggiornamento delle Specifiche Tecniche del 7 giugno 2018 con pubblicazione della versione 1.1 sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Di rilievo, poi, la circolare n. 8/E del 30 aprile 2018 che riporta chiarimenti sulle (i) cessioni di carburante e documentazione delle stesse (ii) modalità di pagamento e credito d’imposta per la cessioni di carburante (iii) obblighi di certificazione delle prestazioni rese da subappaltatori e sub contraenti.

Il recente Provvedimento direttoriale del 13 giugno 2018, altresì, definisce come conferire la delega all’intermediario fiscale (es. il commercialista) di cui all’art. 3 comma 3 del D.P.R. 322/1998 per l’eventuale accesso al portale web “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.

Infine, con l’introduzione dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica viene abrogata la trasmissione telematica dei dati fattura (cosiddetto “spesometro”) di cui all’art. 4 del Decreto n. 193/2016 e non ha più ragione di esistere l’opzione da esercitare di cui all’art. 1 comma 3 del D.Lgs. 127/2015,   mentre rimane valida l’opzione, da esercitare facoltativamente, per i corrispettivi giornalieri telematici da trasmettere al sistema ricevente dell’Agenzia delle Entrate, della durata 5 anni ed esercitabile nei casi in cui il contribuente intenda fruire dei vantaggi stabiliti dagli artt. 3 e 4 del D.Lgs. 127/2015.

Il ruolo dell’intermediario è strategico nell’ecosistema e-Fattura?

La norma prevede che gli operatori economici possono avvalersi, attraverso accordi tra le parti, di intermediari abilitati, come Doxee, per la trasmissione, la ricezione e la conservazione digitale a norma delle fatture elettroniche e delle ricevute dal Sistema di Interscambio, ferme restando le responsabilità del soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio nel ciclo attivo (in merito alla corretta registrazione in contabilità ed esigibilità dell’imposta) e nel ciclo passivo (in merito alla corretta registrazione in contabilità, detraibilità dell’imposta e deducibilità del costo).

L’intermediario Doxee ha quindi un ruolo strategico nella trasmissione dei file e-Fattura allo SdI e grazie al suo canale di ricezione accreditato con assegnato Codice Destinatario di 7 caratteri può garantire ai propri clienti un servizio sicuro con continuità operativa nella ricezione delle fatture elettroniche e messaggi SdI e successivo smistamento al cliente finale, cessionario/committente nella transazione commerciale elettronica. Contestualmente mediante la piattaforma Doxee Paltform è sempre possibile abilitare l’invio di un flusso secondario copia della fattura nei formati tradizionali PDF, cartaceo, ecc. da trasmettere al destinatario mediante canali tradizionali, quali mail, pec, postalizzazione, ecc.

Quali sono le regole di recapito delle e-Fatture tramite SdI?

Le regole di recapito che il cedente/prestatore deve applicare nella generazione di una e-fattura e l’invio tramite SdI sono le seguenti:

Se il cessionario/committente è un soggetto passivo Iva allora per recapitare la e-Fattura dovrà essere valorizzato correttamente o l’elemento “Codice Destinatario” di 7 caratteri comunicato dal cessionario/committente o l’elemento “PecDestinatario” con l’indirizzo pec comunicato dal cessionario/committente e contestuale valorizzazione del “Codice Destinatario” con 7 zeri. In tal caso il SdI recapiterà la e-Fattura al cessionario/committente secondo quanto indicato nei predetti campi e in più renderà sempre disponibile sia al cedente/prestatore che al cessionario/committente un duplicato informatico della e-Fattura nella loro area riservata del portale web “Fatture e Corrispettivi”. Se tuttavia il cessionario/committente ha pre-registrato sul servizio dell’AdE il proprio indirizzo telematico di ricezione prevalente, a prescindere da quello che viene valorizzato dal cedente/prestatore nel campo XML, la e-Fattura sarà sempre recapitata da SdI a quell’indirizzo prevalente dichiarato dal cessionario/committente. In tutti i casi in cui, per cause tecniche non imputabili al SdI il recapito della e-Fattura non fosse possibile (ad esempio, la casella PEC del destinatario è piena o non attiva ovvero il suo canale di ricezione telematico è non funzionante), il SdI genera la ricevuta di impossibilità di recapito al trasmittente e rende disponibile al cessionario/committente l’originale della fattura elettronica nella sua area riservata del portale web «Fatture e Corrispettivi» dell’Agenzia delle Entrate.

In tali caso, il cedente/prestatore è tenuto tempestivamente a comunicare, per vie diverse dal SdI, al cessionario/committente che l’originale della fattura elettronica è a sua disposizione nell’area riservata del portale web «Fatture e Corrispettivi» dell’Agenzia delle Entrate: tale comunicazione può essere effettuata anche mediante la consegna di una copia informatica o analogica della e-Fattura, in cui viene inserita l’annotazione predetta, al cessionario/committente tramite un un canale parallelo (pec, ecc.).

Se il cessionario/committente non ha comunicato nulla al cedente/prestatore, quindi nè il codice destinatario nè l’indirizzo PEC attraverso cui intende ricevere la e-Fattura dal SdI e quindi il cedente/prestatore si trova nell’oggettiva condizione di non poter emettere la e-Fattura secondo legge, allora è possibile generare il file XML inserendo nell’elemento “CodiceDestinatario” il codice convenzionale “0000000”. In tal caso, il SdI mette a disposizione l’originale della e-Fattura al cessionario/committente nella sua area riservata del portale web «Fatture e Corrispettivi» dell’Agenzia delle entrate oltre che rendere disponibile al cedente/prestatore, sempre nella sua area riservata, un duplicato informatico.

Se il cessionario/committente è un consumatore finale si deve valorizzare l’elemento “CodiceDestinatario” con il codice convenzionale “0000000” e nella sezione delle informazioni anagrafiche del file della e-Fattura compilare l’elemento “CodiceFiscale” del cessionario/committente. In tal caso, il SdI mette a disposizione la e-Fattura al consumatore finale nella sua area riservata del portale web «Fatture e Corrispettivi» dell’Agenzia delle entrate oltre che rendere disponibile al cedente/prestatore, sempre nella sua area riservata, un duplicato informatico. Al consumatore finale, il cedente/prestatore consegna una copia analogica o digitale.

Se il cessionario/committente è un soggetto che appartiene ad un regime agevolato si deve valorizzare l’elemento “CodiceDestinatario” con il codice convenzionale “0000000” e nella sezione delle informazioni anagrafiche del file della e-Fattura compilare l’elemento “IdFiscaleIVA” con la partita IVA del cessionario/committente. Anche in questo caso, il SdI mette a disposizione la e-Fattura al soggetto destinatario in regime agevolato nella sua area riservata del portale web «Fatture e Corrispettivi» dell’Agenzia delle entrate oltre che rendere disponibile al cedente/prestatore, sempre nella sua area riservata, un duplicato informatico. Al destinatario in regime agevolato, il cedente/prestatore consegna una copia analogica o digitale.

Come comportarmi nei casi di fatturazione immediata e differita?

La disciplina sulla fatturazione elettronica non modifica le regolari norme fiscali, pertanto le disposizioni in merito alla fatturazione immediata e differita permangono valide.

Una fattura immediata deve essere emessa entro le ore 24 del giorno di effettuazione dell’operazione, ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. 633/72, quindi per le cessioni di beni immobili al momento della stipulazione di un contratto oppure al momento della spedizione o consegna se si tratta di cessione beni mobili mentre per le prestazioni di servizi l’obbligo di fatturazione nasce nel momento in cui avviene il pagamento. Nel flusso elettronico questa disposizione di traduce nella trasmissione della e-Fattura al sistema di interscambio (SdI) entro le ore 24 del giorno di effettuazione dell’operazione.

La fattura differita, invece, deve essere emessa e quindi trasmessa a SdI entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazioni effettuate nello stesso mese nei confronti del medesimo committente/cessionario, a condizione che la consegna/spedizione dei beni risulti da un documento di trasporto o da idoneo documento equipollente e che la prestazione di servizio sia individuabile con idonea documentazione ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. 633/72.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce nella Circolare n. 180/1998 che l’aspetto davvero importante ed essenziale è eseguire una corretta registrazione in contabilità ed una corretta liquidazione dell’imposta esigibile secondo la data di emissione riportata nel file XML. In caso di ritardata trasmissione della e-Fattura a SdI rispetto ai termini previsti per l’immediata e la differita prevale il principio dell’errore formale e quindi non sanzionabile, nel caso in cui l’errore non abbia dato luogo ad una liquidazione errata.

Si ricorda, in ultimo, che sia per la fatturazione immediata che differita, se lo SdI esegue i controlli sull’e-Fattura e invia la ricevuta di scarto al trasmittente, essendo certificata la data di trasmissione allo SdI, il cedente/prestatore avrà cinque giorni di tempo per ritrasmettere allo SdI la e-Fattura corretta senza alcun rischio di irrogazione di sanzioni.

Per ulteriori informazioni, scarica il Bollettino completo.

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