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4 parametri per individuare la lunghezza perfetta di un video

Pensaci: prima ancora di cliccare play su un video, controlli quanto dura. Poi decidi di guardarlo.

Questa esperienza comune fa comprendere immediatamente quanto sia importante individuare la durata ideale per un video efficace.

Sia chiaro: non esiste una strategia universale, che funzioni in tutti i casi e in tutte le situazioni. Questo gli esperti del marketing lo sanno bene.

Quando si realizza un video per il web, l’errore più grave che si può commettere è quello di dare per scontato che ciò che è interessante per noi sia automaticamente interessante anche per l’utente. E che l’utente ci concederà tutto il suo tempo, sulla fiducia. Non è così.

Lo sappiamo e ce lo sentiamo ripetere da tutte le parti: l’offerta di video è più ampia che mai. Possiamo scegliere di visualizzarli ovunque, connettendoci nelle più svariate situazioni, in maniera sempre più rapida e comoda, da qualsiasi device e utilizzando diverse piattaforme: Instagram, Facebook, Youtube o Vimeo (per citare solo le platform più note e di maggior successo).

Tutto questo ha una serie di conseguenze a catena: diminuisce la capacità di concentrazione dell’utente medio, che viene stimolato da più fronti e deve decidere come investire il suo tempo. Contemporaneamente aumentano le sue aspettative.

La concorrenza si fa sempre più spietata, insomma.

E se l’obiettivo è produrre un video che sia il più possibile efficace e che possa raggiungere il maggior numero di persone (in un target preciso), bisogna aguzzare l’ingegno.

10 secondi, massimo 15: è il tempo che avete a disposizione per catturare l’attenzione di una persona, prima che decida di abbandonare la visione. Questo è il primo dato da tenere ben presente.

Andare dritti al punto, dunque: al cuore di quello che si vuole comunicare.

Se non hai totalmente catturato il tuo pubblico entro i primi 30 secondi, probabilmente perderai il 33% dei viewer; dopo un minuto il 45% dei viewer interromperà la visione, per cliccare o scrollare altrove. Dopo 2 minuti la percentuale di abbandoni sale drammaticamente al 60%.

Catturare l’attenzione nei primi secondi è quindi fondamentale.

Ma ancor più importante è mantenerla.

Non esiste una durata perfetta applicabile a tutti i tuoi contenuti video.

Moltissimo dipende dagli obiettivi che ti prefiggi. Tutto, infine, dipende da chi guarda.

Ecco perché l’ultima frontiera è la personalizzazione dei tuoi video.

Modellarli, dunque, sull’identità di chi li guarda e sullo loro caratteristiche. Tutto questo oggi è possibile.

I video personalizzati di Doxee sono guardati dal 78% degli utenti dall’inizio alla fine. Questo è un dato concreto e davvero significativo: la distanza dalle percentuali di abbandono tipica dei video “tradizionali” è enorme.

In linea generale si possono isolare 4 parametri da tenere in considerazione per valutare la lunghezza perfetta di un video efficace:

 

1. Che tipo di contenuti stai offrendo?

Un’ottima video-library deve includere una buona varietà di contenuti. Ed ogni tipologia di contenuto ha la sua lunghezza ideale. Un video divertente, d’intrattenimento, è più efficace quando è breve, d’impatto; rischia di perdere la sua forza se ha un ritmo troppo lento.

Un branded content orientato verso il documentario può essere più lungo, fino a due minuti.

Optare per un video long-form non è una scelta sbagliata di per sé: dipende, ancora una volta dagli obiettivi. Una presentazione sullo stile dei TED Talk può essere ottima per un pubblico già fortemente interessato a un determinato argomento o già fidelizzato al tuo brand. Una buona idea per mantenere la complessità di un long-form, senza perdere interesse e pubblico, è quella di spezzare la storia in episodi; prestando grande attenzione a palesare in maniera chiara il fil-rouge che li lega tra loro, aumentando così l’effetto di “vediamo come andrà a finire nella prossima puntata”.

 

2. Dove e come verrà visualizzato il tuo video?

Una delle variabili più importanti da tenere in considerazione per valutare la lunghezza ideale del tuo video riguarda le modalità di visualizzazione: con quale device, su quale piattaforma.

Sui social meglio i video brevi. La misura ottimale per i sistemi di autoplay di Facebook si aggira tra i 30 e i 45 secondi. Su Instagram (e su Vine, RIP) funzionano soprattutto i micro-video, che durano 15 secondi, o anche meno. Su YouTube o Vimeo il pubblico è disposto a visualizzare video più lunghi, e meglio curati.

Ogni piattaforma, insomma ha le sue caratteristiche, i suoi limiti e i suoi vantaggi.

Le sponsorizzazioni, e l’attenzione ai contenuti dei tuoi competitor, giocano un ruolo molto importante nel successo del tuo video marketing.

 

3. Quali sono le aspettative del tuo pubblico?

La capacità e il tempo di attenzione di un utente variano molto, soprattutto a seconda di quello che si aspetta, nel momento in cui sta per visualizzare il video.

Il titolo e l’immagine di anteprima hanno un ruolo fondamentale nel determinare queste aspettative.

Un titolo più tecnico-formale (“Guida: come sostituire il display vetro touch e schermo LCD completo di un iPhone 6”, ad esempio) porta l’utente a pensare che il video sia più lungo ed esplicativo, comprensibile e puntuale; un titolo corto (“Come sistemare lo schermo di un iPhone”) porta invece a immaginarsi che la brevità del titolo sarà rispecchiata in quella del video.

L’immagine di anteprima è poi di massima importanza. Tenete presente questi tre punti quando effettuate la scelta:

a) Immagini di volti, di singole persone o di gruppi.
L’utente si aspetta qualcosa di divertente e leggero; con ogni probabilità, dunque, di breve durata.

b) Immagine di un prodotto.

Un video che ha come immagine di preview un prodotto, tende ad avere una bassa percentuale di click. Meglio usare questo tipo di immagini solo quando sei sicuro che l’utente conosca già il tuo brand o, meglio ancora, sia già fidelizzato.

c) Un testo come anteprima.

Quando un video ha un testo come immagine di anteprima, l’utente si aspetta di dover imparare qualcosa. Dunque si predispone ad investire più tempo e attenzione.

 

4. Che reazione ti aspetti dall’utente?

La lunghezza ideale di un video dipende molto da quello che ti aspetti dall’utente, dalla reazione che vuoi stimolare, e da come vuoi inserire la call to action al suo interno.

Un buon contenuto deve avere una user experience ben strutturata, che eviti dispersioni di attenzione. È chiaro che un video personalizzato – come quelli realizzati da Doxee – è, in questo senso, la scelta ottimale.

In generale, poniti alcune domande:

a) Voglio semplicemente intrattenere l’utente?

b) O voglio che faccia qualcosa, come conseguenza (iscriversi a una mailing list, acquistare un prodotto, condividere il contenuto, scaricare un app, eccetera)

c) Ho la prospettiva di informare, di educare, di insegnare qualcosa al consumatore?

Tutto questo aiuta a determinare la struttura ideale del tuo video, e il punto migliore in cui inserire la tua call to action.

Un consiglio generale: se vuoi che l’utente agisca in qualche modo, non aspettare la fine del video. Meglio inserire la tua call to action nei primi 10 secondi.

 

Infine, un altro fattore fondamentale: i dati di Analytics. Studiali con attenzione. Sono uno strumento prezioso per comprendere – su basi reali – come il tuo contenuto è stato ricevuto e fruito.

Stabilisci quali video hanno scatenato l’engagement maggiore tra gli utenti e in quale punto del video si registra il maggior numero di abbandoni.

Impara dall’esperienza, insomma. E sfruttala per migliorare l’efficacia dei tuoi futuri video.

 

 

Fonti:

http://adage.com/article/digitalnext/optimal-length-video-content/299386/

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