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Il Digital Maturity nel Pharma: a che punto è la digitalizzazione nel settore farmaceutico?

digitalizzazione settore farmaceutico

Articolo aggiornato al 07/06/2022

La digitalizzazione nel settore farmaceutico

Quanto è importante la digitalizzazione nel settore farmaceutico? A che punto siamo? Quali sono i margini da colmare? E come farlo? Vediamo tutto in questo articolo. 

Il settore farmaceutico abbraccia un enorme insieme di realtà, dalle grandi company multinazionali fino alle singole farmacie di provincia. Fino a qualche tempo fa, ha vissuto un momento delicato e decisivo per via della pandemia da Covid-19, da cui stiamo uscendo, ma i cui strascichi sono importanti.  Il comparto, da un lato, è sottoposto a un grande stress, dall’altro si trova di fronte delle opportunità inedite. 

Diciamolo subito in maniera molto chiara: la grande maggioranza di queste nuove opportunità sono in qualche modo collegate alla trasformazione digitale. Un trend che non ha certo preso avvio oggi, ma che in questo periodo così inaspettato e complicato ha visto un’accelerazione senza precedenti. 

Ovviamente è un’accelerazione che non si è esaurita con l’esaurirsi dell’urgenza. Il percorso di digitalizzazione nel settore farmaceutico, dunque, deve guardare al presente ma anche al medio-lungo termine.  Per dirla in altro modo, dalla Digital Transformation si deve puntare alla Digital Maturity. 

Che cosa intendiamo, più nello specifico?  Lo vediamo qui di seguito per poi fornirvi una fotografia della situazione attuale della digitalizzazione nel settore farmaceutico. In conclusione, infine, individueremo le tre direttrici di sviluppo che ci paiono più decisive e che devono essere implementate da tutti gli attori del Pharma, con le loro molteplici differenze. 

 

 

La strada dalla Digital Transformation alla Digital Maturity 

Una rivoluzione non si fa in un giorno, ma nemmeno in poche settimane o pochi mesi. Una rivoluzione profonda dev’essere un processo. Un processo pervasivo, a lungo termine e, soprattutto, continuativo. 

Dunque, se con trasformazione digitale si indica una serie di cambiamenti epocali innescati dalle tecnologie digitali che riguardano il business, ma anche la vita sociale e quella privata di tutti noi, con “maturità digitale”, invece, si intende l’implementazione di tutti questi cambiamenti in maniera profonda e duratura 

Un’implementazione che dev’essere consapevole, non improvvisata. Un’implementazione che produce non solo un aumento dell’efficienza o una diminuzione dei costi, ma che causa un vero e proprio cambio di mentalità 

Tutto questo, a sua volta, si traduce in un atteggiamento di apertura, perché la rivoluzione digitale non è qualcosa che è accaduto, ma è qualcosa che continua ad accadere. Solo chi resta ricettivo e reattivo può coglierne i frutti prima degli altri, conquistando (e conservando) vantaggio competitivo. 

Per un’azienda di qualsiasi comparto, quindi, abbracciare una digitalizzazione matura significa mettere in atto un cambio di paradigma che riguarda i processi interni, dalla produzione, alla distribuzione, all’archiviazione documentale. Ma anche e soprattutto quelli esterni, rivolti ai clienti: le vendite, gli acquisti, il marketing e il Customer Service. E, infine, non va sottovalutato tutto ciò che riguarda la formazione, il coinvolgimento, la fidelizzazione dei propri dipendenti, collaboratori, fornitori. 

Ora proviamo a calare tutto questo nel settore farmaceutico e a chiederci: a che punto siamo nel Pharma? Quanto è digitalmente maturo questo comparto?  

 

 

Pharma 4.0 – Di che cosa si tratta? A che punto siamo? 

Partiamo dall’etichetta Pharma 4.0. Che cosa si intende? Molto “semplicemente”, l’applicazione delle logiche e delle dinamiche dell’Industria 4.0 e della digitalizzazione nel settore farmaceutico. Si tratta di azioni e processi che devono essere implementati già a monte, nei reparti produttivi.  

Dunque: sensoristica digitale e IoT. E un controllo, un’analisi e un’interpretazione continua dei dati, attraverso sistemi predittivi sempre più precisi e dinamici, basati su Intelligenza Artificiale e Machine Learning.  In questo primo step le parole chiave sono: ottimizzazioneriduzione dei costiinnovazione data-driven. 

Ora spostiamoci su un altro versante, quello dei reparti di Ricerca e Sviluppo. 

Anche qui la digitalizzazione sta avendo (e avrà) un ruolo sempre più importante e “disruptive”.  È soprattutto una questione di fare rete, grazie ai nuovi sistemi di collaborazione digitale, che uniscono imprese private, pubbliche amministrazioni, colossi del settore e start-up innovative. 

Degli esempi concreti? Ne abbiamo di lampanti, in queste settimane: si pensi alla corsa per la produzione di un vaccino contro il Covid-19. Senza questo tipo di rete collaborativa (una rete resa possibile dal 4.0) saremmo stati ancora in alto mare.  Ora scendiamo sempre più “a valle”. 

La digitalizzazione e il Pharma 4.0 può e deve riguardare anche il sistema sanitario nazionale e tutta la rete di farmacie sul territorio. Pensate, ad esempio, alla digitalizzazione dei processi documentali, di quelli amministrativi, di quelli distributivi, ma anche ad una comunicazione più efficiente e trasparente tra tutti gli attori coinvolti. 

E poi ci sono i pazienti. Che oggi non sono più solo il target, il terminale a cui si rivolgono i player di questo enorme e complesso comparto: oggi i pazienti, infatti, sono al centro di tutti questi cambiamenti. Tutto ciò proprio grazie al digitale. 

Dunque, parliamo di una rivoluzione nel marketing. Di un cambio di paradigma nel Customer Service. Di un dialogo azienda-paziente che si fa sempre più personalizzato e “ravvicinato”; ma anche di un dialogo farmacia-cliente che si arricchisce di molti touch-point digitali. 

La stessa salute si sta facendo sempre più digitale: pensate a tutte le opportunità dell’Healthcare. Dalle applicazioni per smartphone ai dispositivi indossabili (i cosiddetti wearable) fino ai sensori ingeribili o impiantabili sottopelle.

Insomma, le opportunità sono moltissime, decisive e promettenti. Ma a che punto siamo? Qual è il livello di digitalizzazione nel settore farmaceutico? Meglio non nascondersi: la strada da fare è ancora molta. 

Si prenda questo approfondito rapporto di McKinsey, che ha cercato di misurare la Digital Maturity di diversi comparti produttivi. Ebbene, il farmaceutico risulta negli ultimi posti, con un ranking di 27 punti, seguito solo dal settore della Pubblica Amministrazione (con 22 punti). Per avere dei termini di paragone: il settore bancario si assesta a 32 punti; quello del Retail a 42; il Travel & Hospitality a 49; i Digital Leader, invece, raggiungono vette intorno ai 70/80 punti. 

Appunto: c’è molta strada da fare e, certamente, questo periodo di emergenza non ha fatto altro che accelerare il ritmo di questo cammino. Ma quali sono le direzioni da seguire, per raggiungere la miglior Digital Maturity? I fattori in gioco sono moltissimi, ma abbiamo cercato di riunirli intorno a tre direttrici principali, che vi proponiamo nel seguito dell’articolo. 

Il punto di partenza: un’archiviazione documentale digitalizzata 

La digitalizzazione nel settore farmaceutico deve partire dall’archiviazione documentale e questo è vero sia per le big company che per le farmacie. I vantaggi? 

Risparmi economici, di tempo, di spazio. Semplicità e rapidità nella ricerca e – soprattutto – nella condivisione. Riduzione drastica dei margini di errore, dei rischi di manomissione o smarrimento. Aumento della sicurezza e incremento deciso della trasparenza. Insomma, un circolo virtuoso davvero importante. Ma non è tutto. La parola da tenere presente è unadati. Con il digitale, infatti, i documenti di ogni tipo si trasformano in una miniera preziosa di informazioni molto precise, sui propri clienti, sui pazienti, sui collaboratori, sui fornitori. 

Questi dati vanno raccolti in maniera sicura. Vanno analizzati e interpretati in maniera funzionale al proprio business per mettere in atto poi tutti i processi data-driven (su cui ci concentreremo nel prossimo punto). 

Certo, la premessa di tutto questo è la costruzione di una piattaforma software specifica, costruita su misura di ogni singola company, sulla base delle sue caratteristiche, delle sue modalità di funzionamento e delle sue esigenze. Per realizzare un’architettura di questo tipo è importante ad aziende specializzate, come Doxee. Parliamo, ad esempio, dai prodotti Doxee paperless experience, rivolti alla digitalizzazione di tutte le procedure di Customer Communication Management. 

Dai dati al data-driven (fino alla personalizzazione) 

L’abbiamo visto sopra, all’origine della digitalizzazione nel settore farmaceutico c’è una enorme disponibilità di dati che il 4.0 (in tutte le sue forme) ha reso disponibile. Ci sono le informazioni fornite dalle “macchine”, che riguardano dunque dinamiche di produzione rese disponibili dalle “Fabbriche 4.0”: in questo campo, adottare soluzioni data-driven va nella direzione dell’efficientamento, dell’ottimizzazione e del miglioramento continuo dei processi. 

Ma ci sono soprattutto le informazioni fornite dalle persone e stiamo parlando di una massa enorme di informazioni. Cosa acquistiamo, in che quantità e con quale frequenza. Quali sono le ricerche che facciamo online. Quali preferenze esprimiamo sui social network. Come utilizziamo le app per mobile. Come cambia il sentiment dell’opinione pubblica, in generale. Ma anche quali sono i trend più interessanti su una scala geografica ridotta. È già tantissimo, ma non è tutto.  

Un versante in continua crescita, infatti, è quello del cosiddetto IoMT” (Internet of Medical Things), l’IoT applicato ai dispositivi di Healthcare. Di nuovo, ecco un’altra miniera preziosissima di dati molto approfonditi e mirati. Ma, in questo senso, qual è la frontiera? La risposta è: la “medicina di precisione”.  

Quindi spingere il data-driven fino all’estremo, andando oltre la segmentazione e puntando direttamente alla personalizzazione, alla conoscenza del singolo paziente e del singolo cliente, per interfacciarsi con lui in modalità one-to-one. 

Tutto con un’ottica omnichannel 

 Digitalizzazione nel settore farmaceutico significa anche saper sfruttare al meglio un ampio ventaglio di canali. 

Il versante “fisico” resta importante: il digitale non andrà a sostituire gli informatori farmaceutici, il lato umano dei medici di base o degli impiegati delle farmacie e parafarmacie. Il digitale si andrà ad affiancare e ad integrare tutto questo. 

Attenzione, peròSotto l’etichetta di “digitale” c’è un mondo composito e multicanale: dai siti web di company e farmacie, alle applicazioni dedicate per smartphone, dai forum specialistici, agli influencer con i loro canali (che spesso sfruttano la potenza enorme dei video) fino a KOL (Key Opinion Leader). La strada da seguire? Quella di sfruttare il maggior numero di queste opportunità, ottimizzando le proprie azioni sulla base dei diversi device e dei diversi canali. 

Non c’è una ricetta universale, ma ogni attore deve trovare lmiscela adatta al proprio business e ai propri targetTutto con la massima elasticità e dinamicità. Questo s’intende per ottica omnichannel. L’obiettivo finale di questa ottica? È sempre lo stesso. Porre davvero il paziente al centro.

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