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Il ruolo strategico delle integrazioni API nei processi aziendali: perché sono così importanti e come sono in grado di abilitare soluzioni cloud-based

Il ruolo strategico delle integrazioni API nei processi aziendali

Ormai sono diventate indispensabili e le usiamo quotidianamente, a volte senza saperlo o senza farci caso, svolgendo le attività più diverse: nella sfera privata, quando concludiamo un acquisto su internet e paghiamo utilizzando la nostra carta di credito, oppure quando ci iscriviamo ad un servizio sfruttando uno dei nostri account social; o ancora, quando stipuliamo un nuovo contratto per una fornitura gas e luce e veniamo reindirizzati ad una pagina di firma che ci permette di apporre una firma elettronica.

Come aziende, ci consentono di integrare rapidamente software e applicazioni diverse, così da offrire ai clienti nuove funzionalità e una gamma di servizi più ampia e integrata. Stiamo parlando delle Application Programming Interfaces, meglio note semplicemente come API. In questo articolo cercheremo di capire insieme cosa sono le API e perché in tempi recenti hanno assunto un’importanza sempre maggiore per le aziende dei più vari settori, diventando una delle principali disruptive innovations del nostro tempo.

 

Cosa si intende per API?

Le Application Programming Interface, ovvero le API, sono delle applicazioni che hanno la capacità di comunicare con altri software e altre applicazioni, esponendone le funzionalità e permettendo così di attivarle e utilizzarle. Le integrazioni API, quindi, permettono alle applicazioni di comunicare tra di loro, anche quando si tratta di soluzioni software sviluppate da produttori diversi. In questo modo, quando intendiamo mettere a punto un nuovo servizio o una nuova funzionalità, non è necessario sviluppare una nuova applicazione da zero, impiegando gli sforzi e il tempo del team IT e mettendo quindi in campo una considerevole mole di risorse.

Attraverso le integrazioni API possiamo comunicare con le applicazioni che ci servono, integrandole direttamente con i nostri software e riducendo quindi considerevolmente gli sforzi e i tempi.

Le API possono essere classificate secondo tre tipologie, in base all’utilizzo che decidiamo di farne. Possiamo quindi avere:

Il ruolo strategico delle integrazioni API

Il primo vantaggio delle API, quindi, risiede nella possibilità di comunicare con software e applicazioni già esistenti per ampliare e potenziare le nostre soluzioni. Grazie al riuso delle tecnologie che si attiva in questo modo, l’effort a carico dell’azienda viene notevolmente ridotto, generando un risparmio in termini di risorse.

Le API possono essere utilizzate sia per migliorare ed efficientare funzioni già esistenti, sia per aggiungere nuove funzionalità e integrare un numero sempre maggiore di servizi. Semplificando i processi e accorciando la catena di azioni necessarie per raggiungere un determinato risultato, possiamo ottenere un taglio dei costi, non solo economici, ma in generale delle risorse impiegate nello svolgimento di una attività, compreso il tempo e le energie di dipendenti e collaboratori.

In questo senso, le integrazioni API ci possono servire per comunicare più agevolmente con i nostri partner commerciali e per semplificare le attività interne all’azienda. Ma soprattutto, le API ci danno la possibilità di offrire nuovi servizi ai nostri clienti, migliorando in questo modo lo loro customer experience.

Quando si fa riferimento all’opportunità di monetizzare attraverso le API, perciò, si pensa all’effetto combinato di diversi aspetti. Da un lato, come abbiamo visto, le API generano risparmio velocizzando e semplificando i processi di back-end; dall’altro ci consentono di mettere a disposizione sempre più servizi, aumentando anche la visibilità e la copertura del nostro brand. In che modo?

 

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Espandere il proprio business attraverso le API

Le API possono diventare uno strumento estremamente efficace per raggiungere nuovi potenziali clienti ed espandere canali di reddito già esistenti, o aprirne di nuovi. Innanzitutto, ci permettono di offrire ai nostri clienti un’esperienza più completa e personalizzata, quindi più soddisfacente sotto tutti i punti di vista.

Proviamo a fare un esempio concreto, prendendo come spunto il caso di una compagnia di noleggio auto. Il cliente si reca sul sito della compagnia, inserisce i parametri di ricerca che gli interessano (Paese, condizioni di ritiro e restituzione, tipologia dell’auto e così via), prende visione delle possibili opzioni e alla fine sceglie l’auto che fa per lui. A questo punto, deve sottoscrivere il contratto di noleggio e procedere al pagamento.

Quante volte sarà capitato a tutti di dover stampare il contratto, firmarlo per poi scansionarlo e girarlo nuovamente alla compagnia? E quante volte tutti abbiamo pensato “Non ho tempo, lo faccio domani”, trovando poi nel frattempo una soluzione più vantaggiosa e lasciando quindi perdere la proposta della prima compagnia? Ecco, se, ad esempio il processo di firma del contratto fosse stato più rapido e agevole in prima battuta, questo probabilmente non sarebbe successo e, grazie ad una semplice integrazione tramite API, la prima compagnia avrebbe acquisito un nuovo cliente. È possibile, infatti, agganciarsi tramite apposite API ad una soluzione di firma elettronica precedentemente valutata e selezionata e offrire quindi al cliente un modo semplice, veloce e sicuro di concludere il contratto in brevissimo tempo. Sempre grazie ad apposite integrazioni API, è possibile rendere disponibili tutte queste operazioni anche tramite app da fruire sullo smartphone, in modo quindi ancora più agile e accattivante.

Questo è solo un semplice esempio, ma ci sembra possa contribuire a mostrare molto chiaramente quanto può essere strategico il ruolo delle API nel mettere a punto proposte efficienti e di successo. Inoltre, grazie alle API si possono raggiungere fasce più ampie di potenziali clienti, ad esempio rendendo disponibili i servizi ai clienti dei nostri partner, generando quindi un ciclo virtuoso di mutuo vantaggio.

Per le caratteristiche esposte fin qui, le API sono state immediatamente annoverate, e a buon diritto, nella categoria delle disruptive technologies, proprio perché hanno rivoluzionato il modo di progettare servizi. Ma, soprattutto, hanno rivoluzionato anche le nostre aspettative. Le API, insieme alle potenzialità liberate dal cloud, con cui sono strettamente legate, hanno contribuito a creare un ecosistema di servizi e applicazioni sempre più interconnesso, tanto che ormai si può che non ci aspettiamo niente di meno.

Quando ordiniamo un prodotto online, ci aspettiamo di poter pagare direttamente con la nostra carta di credito; quando dobbiamo accedere ad un nuovo servizio, ci aspettiamo di poterlo fare usando il nostro account Google o Facebook, e non di dover creare un nuovo account da zero, impiegando tempo e svariati passaggi. Le API ci permettono di accedere a svariati servizi da una sola interfaccia di partenza, offrendo un altissimo livello di integrazione ed efficienza che ormai viene dato per scontato.

 

Il ruolo delle API nell’ecosistema cloud

Come abbiamo accennato, le API sono strettamente collegate alla tecnologia cloud. Da tempo, ormai, molti servizi hanno iniziato a “spostarsi” sul cloud, perché si tratta di una soluzione che permette di sostenere costi più contenuti a fronte di elevati livelli di efficienza. Avvalendosi di servizi erogati in modalità cloud, infatti, un’azienda non deve dotarsi di costosi server, da allocare in spazi idonei e che necessitano di manutenzioni onerose, su cui installare l’infrastruttura hardware e software di cui ha bisogno per portare avanti la propria attività.

Al contrario, può appoggiarsi a fornitori esterni che rendono disponibili le proprie soluzioni software in cloud… tramite API.

Sviluppando i propri servizi avvalendosi dell’infrastruttura cloud, i provider possono metterli a disposizione delle proprie aziende partner secondo i principali paradigmi del cloud, ovvero:

Condividendo con i partner le API necessarie, i provider mettono a loro disposizione i servizi necessari, che possono essere dei più svariati tipi: integrazione di processi di firma, di pagamento o di identificazione, implementazione di servizi di fatturazione elettronica e altro ancora. È anche grazie a questa condivisione e collaborazione tra partner tecnologici e commerciali che si innescano quei processi virtuosi che portano i reciproci benefici di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti.

 

Le molteplici applicazioni delle API                                                                          

Le integrazioni API possono trovare applicazioni in molteplici settori e contesti ed è anche in questo carattere di trasversalità che risiede il loro potenziale. Come abbiamo visto, consentono il riuso di tecnologie già esistenti e anche la stessa API può essere riutilizzata in contesti diversi, aprendo così le porte a sempre nuovi servizi e sostenendo il processo di innovazione.

Le API possono essere utilizzate per accrescere le potenzialità di ogni azienda, in qualunque settore questa si trovi ad operare. Inoltre, le API trovano efficace applicazione anche nell’ambito dell’Internet of Things (IoT). Quando si parla di Internet of Things, si fa riferimento alla capacità di alcuni oggetti e macchine di comunicare direttamente con il web, con altri software e applicativi, condividendo dati e informazioni in tempo reale.

L’IoT è una tecnologia che sta vivendo un grande sviluppo e trova a sua volta applicazione nei più svariati ambiti: dalla domotica al mondo dell’ automotive, fino alle applicazioni ambito industriale: questo sviluppo è sostenuto, ancora una volta, dal potere delle API.

In altre parole, le API svolgono una sorta di lavoro dietro le quinte, un po’ come il trucco del prestigiatore che c’è, ma non si vede. Nessun trucco e nessuna magia, ovviamente. Di certo, però, le integrazioni API e il cloud costituiscono due tra i principali requisiti tecnologici che ci consentono di vivere nel mondo interconnesso (e iperconnesso) a cui ormai siamo abituati, permettendoci di svolgere con estrema facilità e con pochi click tante attività che oggi diamo per assodate, ma che fino a non molti anni fa non sarebbero state possibili.

 

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