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Le tre marketing buzzword del mese di Luglio

Ogni anno, le lingue del mondo si arricchiscono di termini nuovi. Solo lo scorso anno, nel dizionario Zingarelli di italiano sono comparsi cinquecento nuovi termini. Alcuni sono più noti, come selfie, emoji, o supercazzola. Altri meno, come svapare (fumare una sigaretta elettronica), disposofobia (l’accaparramento compulsivo di oggetti inutili), o adultità (l’essere adulti).

Nel mondo del marketing, il fenomeno della diffusione di neologismi è ancor più frenetico. Ogni anno arrivano al nostro orecchio decine di parole nuove, quasi sempre mutuate dall’inglese. A volte definiscono pratiche legate a nuove tecnologie, mentre in altri casi descrivono nuovi approcci al marketing. Non di rado, però, le nuove marketing buzzword non sono altro che mode passeggere, destinate a sparire pochi mesi dopo la loro diffusione (chi si ricorda di videofonino o di intertising?). In certi casi, i neologismi non fanno altro che descrivere pratiche già esistenti tornate in auge, semplicemente etichettandole con un nuovo termine.

Insomma, anche se a volte le buzzword non descrivono nulla di davvero nuovo, è importante rimanere aggiornati sui nuovi termini, in modo da saper distinguere chi introduce un concetto davvero innovativo da chi invece vuole solo darsi qualche aria durante un brainstorming.

Per il mese di luglio, analizziamo tre nuove buzzword: l’Engagement marketing, la FOLO (Fear Of Being Offline) e l’Holistic marketing.

 

Engagement Marketing

Il concetto di engagement marketing, noto in italiano come marketing esperienziale, si riferisce a un particolare approccio al marketing basato sulla partecipazione dei consumatori, che vengono coinvolti attivamente nella produzione e creazione delle strategie aziendali.

Per decenni, i consumatori sono stati relegati al ruolo di spettatori passivi, destinatari di comunicazioni unidirezionali che fornivano dati ai marketer solamente attraverso statistiche post facto. Il nuovo modello descritto dall’Engagement marketing, invece, si basa su un rapporto dialogico azienda-consumatore. L’azienda, infatti, attraverso i vari touchpoint – sia digitali che fisici – instaura un rapporto bidirezionale con i clienti, con il fine di modellare la propria offerta a seconda delle reali aspettative e opinioni che il consumatore condivide. In questo modo, l’azienda non è più un’entità impersonale che dissemina informazioni in modo indifferenziato, ma una “persona” che parla con altre persone. Quest’obbiettivo può essere raggiunto attraverso varie strategie, tra le quali la personalizzazione della comunicazione corporate (ne abbiamo parlato qui).

Con l’engagement marketing, inoltre, il focus passa da un’economia di prodotto ad un’economia basata sull’esperienza. Le aziende diventano così fornitrici di esperienze ed emozioni, concentrandosi più sulle esperienze di consumo che sul valore d’uso dei singoli prodotti.

 

FOLO (Fear Of Being Offline)

Forse avrete già sentito parlare di FOMO (Fear Of Missing Out), la paura di essere “tagliati fuori”. È la malattia del nostro secolo: siamo ossessionati dal pensiero costante che gli altri stiano facendo qualcosa di più interessante di quello che stiamo facendo noi, e che si debba perlomeno assistere indirettamente – tramite la tecnologia – a questi eventi “imperdibili” a cui non possiamo partecipare.

Ebbene, la FOMO sembra essere un termine già diventato obsoleto. Si è iniziato infatti a parlare di FOLO (Fear Of Being Offline), un termine ancora più appropriato per descrivere la paura di sentirsi esclusi. La FOLO, diffusissima tra i nativi digitali ma sempre di più anche tra gli adulti, si riferisce alla necessità improrogabile di essere costantemente connessi ad internet, specialmente attraverso i social network.

Ecco qualche numero: su un campione di ragazzi tra i 13 e i 24 distribuiti su 13 paesi, il 70% ha risposto che deve necessariamente essere costantemente connesso; il 79% dei ragazzi ha ammesso di usare dispositivi mobili mentre guarda la TV; il 74% ha dichiarato che i social media sono il loro metodo principale per essere aggiornati su cosa fanno i propri amici e familiari in loro assenza; mentre il 46% ha addirittura dichiarato che si sentirebbe “completamente perso” senza i social media. Insomma, la FOBO, più che una rara condizione patologica, sembra rappresentare la nuova normalità.

 

Holistic marketing

L’idea di holistic marketing non fa altro che adattare il più generale concetto di olismo al mercato. L’olismo (dal greco “όλος”, cioè “la totalità”) sostiene che le proprietà di un sistema non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti. Di conseguenza, l’insieme delle parti è sempre diversa dalla somma delle singole parti prese singolarmente. Un tipico esempio di struttura olistica è il corpo umano che, in un approccio olistico, è qualcosa di più rispetto alla semplice somma di cellule, tessuti ed organi che lo compongono.

L’holistic marketing si riferisce soprattutto alla percezione che un consumatore ha di un’azienda. Secondo questo approccio, anche se un’azienda è formata da vari dipartimenti (ad esempio vendite, marketing, comunicazione, HR), essi devono essere in armonia agli occhi dell’osservatore esterno, che deve averne un’immagine coerente e positiva che possa sfociare in una migliore brand image.

Per fare un esempio, se una compagnia realizza automobili ecosostenibili, non dovrà solo produrre con metodi che rispettano l’ambiente, ma accogliere la filosofia “green” in modo coerente attraverso tutti i propri dipartimenti. Ecco allora che la comunicazione pubblicitaria, ad esempio, dovrà rispecchiare la visione del mondo aziendale; i prodotti dovranno essere venduti ad un giusto prezzo e con un giusto profitto; gli ambienti di lavoro dovranno essere ecologici; il personale aziendale dovrà interiorizzare la cultura aziendale green in modo da poterla comunicare ai consumatori.

Insomma, il motto dell’holistic marketing potrebbe essere che oggi, agli occhi del consumatore, “tutto conta”. Questo approccio non fa altro che porre l’attenzione sul tema della coerenza: un’azienda in grado di generare fiducia, può essere solo un’azienda che agisce in accordo con sé stessa, a 360 gradi, dentro e fuori i muri dei propri stabilimenti e dei propri uffici.

 

Scopri qui le tre marketing buzzword del mese scorso.

 

Sources:

Engagement marketing (http://expoitalyadv.it/engagement-marketing-cosa-perche-importante/)

FOLO (Fear Of Being Offline) (https://www.facebook.com/iq/articles/fobo-is-the-new-fomo?ref=wpinsights_rd)

Holism (or holistic marketing) (http://www.businessdictionary.com/definition/holistic-marketing.html)

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